Forum PA: coesione sociale, sussidiarietà e Big Society
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mercoledì 21 dicembre 2011 | Luca Piscitelli   
Il ruolo della società nel momento di crisi attuale

forumpaLo scorso 15 dicembre, presso la Sala della Lupa della Camera dei Deputati a Palazzo Montecitorio, si è tenuto un covegno presentato da Forum PA in collaborazione con CNEL, Censis, Università Cattolica e Anci. Il tema è stato il ruolo che tutte le forze vitali della società possono avere nella mobilitazione di risorse, per rispondere alle crescenti sfide che l'attualità pone in ambito economico e amministrativo. Un confronto che ha definito la ricchezza della società in base al valore delle persone, alla responsabilità sociale-individuale oltre al sapere e l'energia dei cittadini singoli e associati.

Un potere diffuso assicura un'ampia gamma di opportunità di crescita per la comunità

Il convegno è stato aperto dal presidente della Camera dei Deputati Gianfranco Fini, che ha sottolineato l'impostazione innovativa del discorso che ha messo a confronto il concetto di sussidiarietà con quello di big society del mondo anglosassone e presentato dal primo ministro inglese David Cameron nel suo piano di governo. L'obiettivo è quello di dare ai cittadini la possibilità di gestire una serie di attività che prima erano un monopolio pubblico, rompendo quell'antitesi tra Stato e società civile. Il compito della politica in questo contesto è, secondo Fini, quello di garantire l'efficienza e difendere la fascia più debole della società.

Il presidente del Cnel Antonio Marzano, ha fatto un breve excursus storico in cui ha sottolineato come i momenti di crisi siano occasione per nuove forme di società. Secondo la sua visione è dai limiti del Big State che si deve muovere l'innovazione che porterà alla transizione verso la nuova strada della big society. Lo stesso Marzano ha fatto in seguito notare come uno sviluppo economico è sempre stato determinato dall'innovazione, non solo tecnologica, ma anche e soprattutto sociale. Da qui il concetto di coesione quale base della big society, anche quale questione economica. Riferendosi poi al rapporto Censis ha ricordato come le relazioni sociali avanzate siano indicatore di benessere.

 

Sul concetto di sussidiarietà

La seconda parte del convegno si è sviluppata intorno al concetto di sussidiarietà, valorizzandolo e definendolo meglio nel contesto italiano. Il principio è stato infatti introdotto per primo dal presidente dell'Anci e sindaco del comune di Reggio Emilia Graziano Delrio, che ha posto la questione sul piano dell'esperienza diretta di tale concetto nei comuni. Il suo discorso si è basato sulla redistribuzione del potere come fatto positivo; infatti un potere diffuso assicura un'ampia gamma di opportunità di crescita per la comunità. Le premesse di questo potere diffuso sono sostanzialmente tre: l'efficienza che deve essere assicurata dalla sussidiarietà; la fiducia della comunità; le risorse definite in termini di organizzazione. Ha poi sottolineato come la fiducia sia al centro di qualsiasi progetto di sussidiarietà. Una fiducia che va creata tramite la richiesta di collaborazione ai cittadini da parte dell'ente (si rimanda per maggiori informazioni ad un'intervista a Delrio rilasciata a Labsus) in modo da creare cittadinanza. Da qui ha poi legato la democrazia alla sussidiarietà secondo il principio della trasparenza e rivendicato il valore del municipalismo nel contesto italiano. Il successivo contributo al convegno è giunto dal vice presidente della Fondazione per la sussidiarietà e docente di diritto costituzionale all'Università di Padova Luca Antonini, che ha definito l'associazionismo come la vera ricchezza dell'Italia. Ricchezza dimenticata per tanti anni in cui si conosceva il termine "pubblico" unicamente come statale. Solo con la fine degli anni Novanta con la legge Bassanini e poi con la riforma costituzionale del 2001 si è data, secondo la sua opinione, una nuova dimensione al sociale.

 

La coesione sociale, collante della Big Society

L'ultima parte del forum ha visto come primo relatore il presidente dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato Giovanni Pitruzzella, che ha parlato di sussidiarietà in riferimento alla coesione sociale e allo sviluppo economico del paese. Ha definito la questione come la "quadratura del cerchio", in riferimento al libro di Dahrendorf. La sfida attuale che la realtà ci pone è infatti quella di avere nello stesso tempo democrazia, sviluppo economico e coesione sociale. La soluzione da lui proposta è quella della sussidiarietà intesa nel suo senso orizzontale, e cioè tramite una riorganizzazione dei servizi pubblici da parte della comunità e l'entrata di questi nel mercato. In questo modo l'interesse generale sarebbe perseguito dai diretti interessati affidando allo Stato un nuovo ruolo: quello di garante e non più di erogatore. In questa maniera si promuoverebbe lo sviluppo di nuove forme di scambio. 

I successivi interventi di Andrea Manzella, docente di diritto costituzionale dell'Università Luiss di Roma e del ministro per i Beni e le Attività Culturali Lorenzo Ornaghi, si sono concentrati sulle possibilità di inserimento della big society all'interno del contesto Italia. Manzella ponendo il problema in riferimento allo Stato di eccezione che stiamo vivendo e quindi sulle possibilità di conferire poteri a soggetti sociali emergenti che rappresenterebbero una risposta diversa alla crisi, diversa rispetto l'autorità di vertice rappresentata oggi dall'UE. Ornaghi invece si è chiesto quale modalità di rappresentanza possono avere questi nuovi soggetti sociali e quale capacità ha oggi la politica di recepire tali impulsi. A conclusione del dibattito, il presidente del Censis Giuseppe De Rita ha fatto notare la convergenza dei vari punti di vista verso una visione nuova dei rapporti tra Stato e società civile. Secondo la sua opinione non si tratta di sbilanciare gli equilibri tra i due, ma di trovarne di nuovi, adeguati alle nuove esigenze.

Da quanto emerso dal convegno sussidiarietà, coesione sociale e big society sono concetti utili all'Italia per uscire dalla crisi economica e sociale che sta attraversando. Il problema è quello di capire fino a quale punto questi concetti saranno recepiti dalla governance e applicati al sistema che necessita di profonde riforme per accogliere queste nuove realtà.

 

 

 


 
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