Il progetto Gaia, modello di partnership pubblico-privato
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venerdì 16 marzo 2012 | Luca Michele Piscitelli   
Presentata a Roma l'iniziativa bolognese

gaiaMercoledì 14 marzo 2012 a Roma, presso la Sala Conferenze Anci di via dei Prefetti, Cittalia-Anci ha organizzato la presentazione nazionale del progetto Gaia, ormai al via nella città di Bologna. Un’occasione per valutare l’innovativo modello di sviluppo dell’iniziativa, che vede la collaborazione di pubblico e privato per il miglioramento dell’ambiente urbano. All’incontro hanno partecipato anche alcuni rappresentanti di altri comuni italiani che hanno presentato i loro progetti in tema di ambiente ed eco-sostenibilità e affermato la necessità di allargare alla realtà nazionale questo tipo di iniziative.

Promuovere comportamenti socialmente utili anche da parte del settore privato.

Gaia (Green Areas Inner-city Agreement) è un progetto Life, cofinanziato dalla commissione europea, che mira a implementare le aree verdi di Bologna attraverso la piantagione di 3000 nuovi alberi entro il 2013 per ridurre le emissioni di CO2 e l’inquinamento. L’iniziativa, lanciata e coordinata dal comune di Bologna, si avvale della collaborazione di Cittalia – Fondazione Anci Ricerche, Impronta Etica, l’Istituto di Biometeorologia del CNR e Unindustria Bologna e punta alla realizzazione di partnership tra pubblico e privato per incentivare anche le imprese a partecipare al raggiungimento degli obiettivi preposti (una soluzione individuata anche da Giulia Cavagna in un articolo sulle modalità future di sviluppo delle città). Questo per promuovere comportamenti socialmente utili anche da parte del settore privato. Tra le imprese che hanno aderito figurano Hera, Manutencoop, La Perla, Unipol, Coop Adriatica, M.Casale Bauer e l’Aereoporto G.Marconi di Bologna che hanno finanziato l’acquisto di nuovi alberi. A illustrare le fasi e le modalità dello sviluppo del progetto Roberto Diolaiti, Direttore del Settore Ambiente ed Energia del comune di Bologna, che ne ha sottolineato la replicabilità anche in altri contesti.


L'impegno di altre realtà italiane e delle imprese


Come sottolineato da Patrizia Gabellini, assessore all’urbanistica e all’ambiente di Bologna,  l’obiettivo è anche quello di costruire delle reti di scambio per promuovere lo sviluppo di buone pratiche. Grande attenzione all’argomento anche da parte delle imprese. Massimo Beccarello, Vicedirettore dell’Area Ambiente ed Energia di Confindustria, sottolinea come la sostenibilità sia una possibilità di business per l’industria italiana. Tesi sostenuta anche da William Brunelli, rappresentante di Unindustria Bologna alla conferenza, che nota la valenza strategica di politiche ambientali da parte delle imprese nel campo della competitività. Largo spazio è stato poi riservato al racconto delle esperienze di altri comuni italiani. Simona Arletti, assessore all’ambiente del comune di Modena, Daniela Luise, responsabile Infoambiente di Padova, e Ugo Ferrari, assessore all’Urbanistica di Reggio Emilia, hanno sostenuto il bisogno di operazioni ambientali simili a quelle di Bologna, promuovendo a pieni voti la partnership pubblico – privato.  “Creare lavoro in rete col coinvolgimento della società civile” è l’obiettivo che si pone Daniela Luise per affrontare al meglio la questione. “Abbiamo una forte e lunga tradizione di progettazione delle politiche sul verde”, afferma Ugo Ferrari, “dobbiamo legarla al meglio alla possibilità di collaborazione con i privati”.


La valorizzazione del territorio

A concludere è intervenuto Luigi Spagnoli, sindaco di Bolzano e presidente della Commissione ambiente ed energia dell’Anci :“è possibile valorizzare moltissime aree del nostro paese. È anche per questo motivo che le imprese sono interessate ad intervenire attivamente: approfittiamone utilizzando anche i finanziamenti europei”. Valorizzazione che passa anche attraverso l'edilizia sostenibile e l'efficienza energetica, altri temi fondamentali quando si parla di rispetto per l'ambiente. 

 

Al termine della conferenza Simona Arletti ha risposto ad alcune domande poste da Labsus sul comune di Modena.
Quali sono le politiche “verdi” attualmente in programma o attive nel comune di Modena?
Stiamo attuando un programma che prevede la piantagione di circa 1500 alberi all’anno nell’area urbana. Lavoriamo sulla costituzione di una cintura verde periurbana con l’implementazione delle aree verdi esistenti, sul recupero e sulla riqualificazione di alcune aree dove sorgevano discariche e sulla forestazione delle zone nei pressi della TAV per contrastare l’impatto ambientale di tali infrastrutture. Altri importanti progetti riguardano la caratterizzazione culturale dei parchi cittadini e la creazione di strutture ginniche per legare ancora di più la questione ambientale a quella del benessere.
Come sono coinvolti i cittadini in queste politiche verdi?
Nella città è molto forte il movimento del volontariato. Il 25 per cento delle aree verdi riceve la manutenzione di cittadini attivi.
Come il comune favorisce l’intervento attivo dei cittadini?
Il comune di Modena svolge un’azione di raccordo per i cittadini. Fornisce infatti assistenza con l’impiego dei tecnici a disposizione della collettività.

 
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