La mobilità urbana come bene comune
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giovedì 29 marzo 2012 | Giulia Bianchi   
Mezzi pubblici gratuiti al posto di mezzi privati inquinanti e dispendiosi
Quest'anno l'Estonia dà il buon esempio in quel dell'Unione europea in fatto di ambiente e trasporto pubblico. Il paese baltico infatti dal 2013 avvierà il nuovo piano che prevede la circolazione gratuita sui mezzi pubblici locali. A decretarlo sono stati i cittadini della capitale estone con un recente referendum popolare sulla libera circolazione dei mezzi pubblici. I risultati della consultazione hanno parlato chiaro: con una affluenza del venti per cento, indice di una buona partecipazione elettorale, il settantacinque per cento degli abitanti di Tallinn ha espresso la volontà di perseguire una nuova logica di mobilità.
I cittadini estoni votano a favore di un piano di trasporto pubblico gratuito
Così l'anno prossimo chi vorrà usufruire di bus, filobus e tram potrà farlo a costo zero: i mezzi sono infatti completamente gratuiti, e a breve si aspetta la conferma formale da parte dell'amministrazione comunale. Come spiega il sindaco di Tallinn, Edgar Savisaar, i benefici saranno molteplici: si va dalla riduzione del traffico, un problema che affligge numerose città metropolitane in tutto il mondo, a quella dell'inquinamento atmosferico ed acustico, offrendo vantaggi anche a quelle famiglie a basso reddito che non possono permettersi un'auto privata e che non dovranno neanche sostenere ulteriori costi per gli spostamenti in area urbana.

 

Per la realizzazione del progetto sono previsti venti milioni di euro, finanziamenti di cui l'amministrazione di Tallinn discuterà, secondo quanto affermato, nell'ambito della riorganizzazione del bilancio e degli operatori del trasporto pubblico.

 

Il caso italiano

 

In realtà la nuova politica di mobilità sostenibile estone non è del tutto nuova. Era infatti il 2 aprile del 1973 quando l'allora sindaco di Bologna Zangheri avviò il suo piano di trasporto pubblico cittadino, che prevedeva la gratuità del servizio a fasce orarie prestabilite. Tuttavia la giunta comunale finì con l'incontrare alcuni ostacoli, come il bilancio negativo dell'Atc, e in tre anni il progetto venne messo da parte.

 

In effetti quello italiano è un caso particolare, confermato anche dalle recenti reazioni al decreto liberalizzazioni del governo Monti. I tecnici al governo hanno rilevato un eccessivo numero di taxi in Italia a cui corrispondono altrettanto eccessive tariffe evidenziando la necessità di ridurne il prezzo. Nella decisa opposizione dei proprietari dei taxi emerge però anche la peculiare situazione italiana. Come rileva la rivista Christian Science Monitor in questo articolo, infatti, l'industria dei taxi deve fare i conti con la forte concorrenza interna delle auto private. Gli italiani spendono in media molto più per il carburante dei propri mezzi, che preferiscono ai viaggi in taxi, con tutto ciò che ne consegue in termini di sostenibilità ambientale e vivibilità metropolitana.

 

Questo problema, suggerisce il caporedattore di Labsus Christian Iaione riprendendo un discorso già affrontato nel saggio "Saving cities from choking. Calling on citizens to combat climate change", andrebbe analizzato in un'ottica diversa. Quello su cui bisognerebbe concentrarsi è la ricerca di alternative valide ai mezzi di trasporto privato. Una soluzione sarebbe proprio quella di migliorare la rete di trasporto pubblico, offrendo ai cittadini dei validi sostituti alle proprie macchine e motoveicoli, che siano più efficienti e sostenibili in ambiente ed economia mettendo invece da parte politiche restrittive sulla circolazione che ad oggi si sono rivelate ben poco efficaci.

 

E gli altri?

 

Bologna e Tallinn non sono casi isolati. Anche il Belgio nel 1997 varò un progetto simile nel Limburgo fiammingo. Nella città di Hasselt, il sindaco Stevaert stabilì la circolazione gratuita per tram e bus e l'aumento delle linee urbane. I costi, sostenuti dal Comune e dalla Provincia, furono ripagati in benefici per l'ambiente e per la qualità di vita dei pendolari.

 

Altre città si sono avvicinate all'esperienza belga, ognuna con le proprie varianti. Ad esempio a Calgary in Canada e nelle città australiane di Sydney e Melbourne si hanno treni e autobus gratuiti anche se non su tutta la linea. Diverso il caso della cittadina di Torrevieja in Spagna, di Aubagne in Francia, dell'inglese Sheffield fino alla Svezia settentrionale con la città di Kiruna dove il trasporto per i residenti è gratuito su tutte le linee autobus.

 

Anche gli Stati Uniti ci provano con Seattle, Portland e diversi esperimenti condotti a partire dagli anni Settanta ma i cittadini americani sono meno convinti rispetto ad altri. Alcuni infatti adotterebbero il piano di mobilità gratuita solo nei piccoli centri, ricordando gli episodi di vandalismo che gli enti pubblici hanno dovuto ripagare e l'aumento della presenza di senzatetto su treni e autobus.

 
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