Le quattro capitali di Legnano
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lunedì 16 aprile 2012 | Giuseppe Mimmo   
L'operato dell'amministrazione comunale sotto la lente del modello ideato da Avanzi
aglientu-sorride-paese-col-bil-benessere-pi-alto-d-italiaL'8 marzo del 1968 Robert Kennedy, nell'ambito di un celebre discorso tenuto all'Università del Kansas, denunciava l'inadeguatezza del Pil come mezzo di misurazione del reale benessere di una nazione. A distanza di più di quarant'anni il dibattito sulla necessità di affiancare alla stima del prodotto interno lordo di uno Stato nuovi indicatori in grado di cogliere l'importanza di fattori extraeconomici per uno sviluppo equilibrato degli Stati medesimi resta quanto mai attuale. L'esperimento tentato dal Comune di Legnano, di misurare la sostenibilità dello sviluppo locale sulla base del modello a 4 capitali promosso da Avanzi. Sostenibilità per azione, porta nuovamente alla ribalta in Italia quest'annosa questione.
Il modello a 4 capitali misura la sostenibilità dello sviluppo a livello locale

Il modello in esame, pensato con lo scopo di demarcare il grado di sostenibilità delle scelte di politica pubblica a livello locale, si incentra principalmente su un'analisi ad ampio spettro della dotazione di capitale economico, sociale, umano e naturale di un dato territorio e della sua variazione in un certo lasso di tempo, mirando a fornire un giudizio sulla sostenibilità dell'azione di governo esercitata su quel territorio nell'arco di tempo considerato.

 

 

Da notare il fatto che lo schema di valutazione a 4 capitali elaborato da Avanzi si inserisce in un discorso ben più ampio di crisi della cultura del Pil e della sua capacità di testimoniare il buono stato di salute di una società, e di graduale affermazione della cultura del Bil (benessere interno lordo)(1). Con riferimento al caso italiano si è già avuto modo di accennare sulle pagine del nostro sito del lavoro congiunto portato avanti da Istat e Cnel per la realizzazione del progetto Bes (benessere equo e sostenibile), che ricorre a ben dodici indicatori per misurare il livello di "felicità" della società italiana, tra cui spiccano (solo per citarne alcuni) l'ambiente, la salute, la sicurezza e le relazioni sociali. 

 

 

La svolta di Legnano

 

 

La scelta operata dall'amministrazione del comune di Legnano, di valutare il risultato del suo quadriennale operato trascendendo da valutazioni di carattere esclusivamente economico, è dunque sintomatica di una concezione, sempre più diffusa, secondo cui il benessere dei cittadini non si identifica automaticamente con il benessere economico ma abbraccia tutta una serie di altri aspetti in grado di avere dirette ripercussioni sulla qualità della loro vita. La presenza di piste ciclabili, il livello di inquinamento dell'aria, il ricorso ad una mobilità sostenibile, la percentuale di adesione a pratiche di raccolta differenziata: ecco solo alcuni degli esempi di parametri capaci di influire sul benessere sociale alla stessa stregua di quei parametri che, nel loro complesso, rientrano in un discorso di carattere più strettamente economico.

 

 

Va da sè la considerazione che tale cambiamento di ottica conferisce un potere tutto nuovo ai cittadini, se si tiene conto del fatto che l'efficacia di alcune politiche suscettibili di comportare un aumento dello stock dei quattro capitali, e in particolare di quello sociale e naturale, dipende in gran parte dalla loro sensibilità e dalle loro scelte personali. Di questo passo, il tempo dedicato alla cura dei beni comuni e alla collettività così come la partecipazione attiva alla vita del paese diventano degli importanti valori aggiunti che incidono positivamente sulla quantità di ricchezza immateriale di cui una data comunità può disporre. 

 

 

Per consultare il bilancio di fine mandato 2007-2011 del Comune di Legnano clicca qui

 

 

(1) Per approfondimenti sul tema si veda l'articolo di Maria Cristina Marchetti, Alla ricerca della felicità perduta, Labsus.org in cui si analizza il processo di graduale transizione dal prodotto interno lordo (Pil) al benessere interno lordo (Bil). 

 
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