La comunicazione pubblica nell’era digitale
PDF Stampa E-mail
lunedì 21 maggio 2012 | Lorena Spampinato   
La nuova stagione di trasparenza della PA
La nuova sfida della comunicazione pubblica è senza dubbio quella digitale, ecco quanto emerso dall'intervento di Alessandro Lovari, dottore di ricerca in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Siena, dal titolo "Comunicazione pubblica 2.0", tenutosi il 17 maggio nel corso dell'appena conclusa XXIII edizione del FORUM PA, la mostra-convegno orientata alla formazione e alla diffusione di modelli innovativi di gestione della pubblica amministrazione.
Amministrazione citizen oriented e interazione orizzontale grazie al web 2.0

L'intervento ha offerto una chiara idea del cambiamento che sta coinvolgendo la pubblica amministrazione alla luce dell'evoluzione della Rete e della sua integrazione con l'Information & Communication Technology, contribuendo non solo a influenzare l'organizzazione e l'erogazione dei servizi della pubblica amministrazione, ma soprattutto incidendo sulla rottura e il riassetto delle tecniche di comunicazione paper based.

 

Comunicazione pubblica 2.0

 

Il web 2.0, le piattaforme partecipative online e la presenza di nuovi device sempre connessi in Rete, hanno contributo in poco tempo a modificare i flussi di comunicazione che intervengono nel rapporto tra amministrazioni pubbliche e una pluralità di soggetti quali cittadini, imprese e media. Si è sviluppato così, a partire dai primi tentativi di domesticazione delle tecnologie digitali nella PA, un nuovo modello di comunicazione pubblica integrato in una prospettiva multicanale al vecchio sistema face to face. Si tratta di una modalità alternativa di progettazione e gestione delle informazioni di pubblica utilità, che si struttura all'interno del Web, e che vede quale emittente una pubblica amministrazione impegnata a sviluppare una nuova comunicazione di tipo relazionale e coversazionale, e un cittadino attivo che diventa parte integrante del processo in atto.

Questo nuovo modo di fare comunicazione, ha spiegato Lovari, abbraccia il paradigma 2.0 e spinge non solo a ripensare i momenti di relazionalità, escludendoli da restrizioni di tipo territoriale, ma sopratutto a ricalibrare i ruoli dell'interazione in un'ottica colloquiale.

 

PA e social media

 

In una fase di profondo mutamento guidata dall'evoluzione dei consumi mediali dei singoli cittadini e da una nuova stagione di trasparenza della PA, emerge l'esigenza per il settore pubblico di attivare relazioni a più livelli con diversi soggetti, in un modo che riesca ad adattarsi ai nuovi processi partecipativi.

Il rapido modificarsi della comunicazione pubblica che ne consegue, non si limita all'implementazione delle tecnologie informatiche, ma si propone di porre al centro dell'agire pubblico il singolo cittadino, promuovendo il suo ruolo pro-attivo con l'ausilio di modalità innovative di collaborazione. Questo ha portato l'amministrazione pubblica ad affacciarsi nel corso degli ultimi anni al mondo dei social media, in particolare alle tre più grandi piattaforme della Rete: Facebook, Twitter e YouTube.

 

Amministrare 2.0

 

La presenza nel Web rappresenta un marchio di qualità per la pubblica amministrazione che ne fa uso. Ma perché si sviluppino al massimo le innumerevoli potenzialità offerte delle piattaforme sociali, occorre rinunciare alla vecchia modalità broadcasting, e imparare a conoscere gli usi sociali delle nuove tecnologie.

Una strategia realmente mainstream, ha affermato Lovari, vorrebbe una pubblica amministrazione capace di attivarsi nell'ambiente digitale seguendo un preciso e puntuale media plan che preveda momenti di confronto interattivi e partecipativi in una prospettiva citizen-oriented. Per far questo occorrerà non solo predisporre sistemi di monitoraggio degli effetti della comunicazione che funzionino da strumento di information scouting sullo stato del servizio, ma soprattutto attivare un feedback costante che formi cittadini fiduciosi, con un alto grado di attivismo, e finalmente alleati nella nuova opera di colonizzazione del Web da parte delle amministrazioni pubbliche.

In questo contesto appare evidente l'opportunità di implementazione di una strategia di Customer satisfaction in capo alla PA, che a partire dalla dalla user experience, e dai nuovi strumenti di interazione orizzontale, possa portare a nuovi processi di inclusione e cooperazione sociale.

 
Categorie
Archivio
 

 

Ripensare il centro storico

Filippo Ozzola - 17 maggio 2013

"Ripensare il centro storico": con un approccio originale l'amministrazione comunale di Bagno di Romagna lancia il progetto di rigenerazione urbana di S. Piero in Bagno. Lo fa attraverso un bando che dà avvio a percorsi di partecipazione, con l'obiettivo di migliorare la vivibilità urbana del comune romagnolo....

 

La forza riformatrice della cittadinanza attiva

Angela Gallo - 19 maggio 2013

C'è un cambiamento in atto che si muove nel solco della Costituzione. E i cittadini ne sono protagonisti. Se il sistema partitico, in profonda crisi, non sembra più offrire efficaci soluzioni ai problemi di interesse generale, la spinta rinnovatrice viene dalla cittadinanza attiva. Giuseppe Cotturri, docente di sociologia del diritto e della devianza a Bari, traccia il percorso intrapreso da nuovi attori sociali per l'attuazione del disegno costituzionale nel terzo volume della collana Labsus: "La forza riformatrice della cittadinanza attiva", edito da Carocci....

 

Crowdfunding civico: una proposta

Angela Gallo - 20 maggio 2013

Fronteggiare la scarsità di risorse delle pubbliche amministrazioni e riavvicinare i cittadini alle istituzioni promuovendo un modello di cittadinanza attiva per la cura dei beni comuni. Sono le potenzialità del crowdfunding secondo Alessio Barollo e Daniela Castrataro che, nell'e-book: "Crowdfunding civico: una proposta", analizzano il fenomeno e avanzano una proposta per un vero e proprio crowdfunding civico come strumento di partecipazione....

 

Cons. st., sez. V, 17 settembre 2012, n. 4909

Fabio Giglioni - 6 maggio 2013

Elementi qualificanti in concreto la differenziazione della posizione del soggetto ricorrente sono il collegamento stabile con il territorio interessato e un'azione associativa dotata di adeguata consistenza e di rappresentatività degli interessi da tutelare...

 

Aggiornati sull'Italia dei beni comuni!

Iscriviti alla nostra newsletter.

Iniziative

 

Il Laboratorio per la governance dei beni comuni si presenta

Fabrizio Rostelli - 21 maggio 2013

Come anticipato, lo scorso 10 maggio si è tenuta a Roma all'università Luiss la presentazione ufficiale di LabGov, il Laboratorio per la governance dei beni comuni ideato da Gregorio Arena e Christian Iaione. Hanno partecipato all'evento anche M.Migliorato (Enel), B.Francesconi (Ministero del Lavoro), D.Colaiacomo (Roma Capitale), G.Lo Storto (Luiss); la giornata si è conclusa con la firma di un accordo di partenariato con l'amministrazione capitolina....