Imparare da piccoli a diventare cittadini attivi
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martedì 29 maggio 2012 | Laura Melissari   
Educare alla cittadinanza attiva – un’esperienza concreta del branco del gruppo Agesci Roma 84

Sabato 19 maggio si è conclusa, con una mostra, l'attività "Educare alla cittadinanza attiva – un'esperienza concreta" del branco Popolo libero del gruppo scout Agesci Roma 84. Con questa mostra i piccoli protagonisti di questa esperienza, ragazzini dagli 8 agli 11 anni (coordinati dai loro capi), hanno presentato i lavori che li hanno portati alla creazione di uno Stato ideale e della sua Costituzione.
I lupetti e le lupette hanno acquisito gli strumenti critici per uscire nel mondo e guardarlo in un’ottica diversa

L'attività prende spunto dal tema della cittadinanza attiva, tema al centro dell'associazione scout Agesci e pilastro del nuovo progetto regionale del Lazio 2011-2015. Ma parlare a dei bambini di questo concetto così grande e astruso, oltre ad essere difficile, sarebbe anche noioso ed inutile e allora perché non farglielo conoscere giocando? È stato proprio il gioco la chiave di volta di questa attività; i bambini hanno infatti imparato ad avere a cuore e a conoscere i meccanismi politici di gestione del bene comune giocando ad essere cittadini e governanti di uno Stato ideale: lo Stato del Popolo libero.

 

Il CdA – consiglio degli anziani, ovvero i bambini dell'ultimo anno di branco - ha formato l'Assemblea Costituente, scrivendo nero su bianco i diritti fondamentali della Carta Costituzionale; il resto del branco si è invece suddiviso in varie commissioni, ambiente, sanità, istruzione, infanzia, lavoro e ha scritto le regole dei vari ambiti. L' Assemblea Costituente ha infine rimesso in ordine le varie regole ed il Testo Costituzionale così ultimato è stato messo a votazione e approvato all'unanimità per alzata di mano. Lo Stato però, ormai costituito in maniera formale, deve adesso avere un assetto concreto. E cosa c'è di meglio delle elezioni per "sporcarsi le mani" – nel senso migliore del termine? Ogni sestiglia (che nel gergo Agesci è un gruppetto di 6 persone circa) ha stilato il proprio programma elettorale con tanto di campagna elettorale.

 

I vincitori di queste votazioni sono stati la sestiglia dei Pezzati i cui membri si sono spartiti i ruoli di Presidente della Repubblica, Presidente del Consiglio e Consiglio dei ministri dello Stato del Popolo Libero e Sindaco della città di Liberopoli. All'interno della città, costruita materialmente con un pop up in 3D, ogni bambino ha scelto il proprio ruolo: carabiniere, dottore, fruttivendolo, paleontologo ecc. In questi mesi di lavoro, ogni settimana un imprevisto: il governo doveva allora sentire le parti sociali e prendere le decisioni. Spendere più soldi per l'energia rinnovabile o per il petrolio? Costruire un ponte di legno o uno di pietra? Ma in questo gioco il governo non disponeva di un budget infinito, aveva un limite di 100 soldi.

 

Data questa più che mai verosimile scarsità di risorse il governo allora ha chiesto ad ogni cittadino di pagare una tassa di 2 soldi, doveva andarci molto cauto poiché, come in ogni gioco istituzionale democratico che si rispetti, il governo sarebbe potuto incorrere in una mozione di sfiducia dovendo "abbandonare la poltrona". Un grande gioco di cittadinanza attiva ovviamente non può muoversi solo in uno stato immaginario e ideale; dopo aver conosciuto il funzionamento di una democrazia, dopo aver sperimentato il difficile gioco dell'amministrazione pubblica, i lupetti e le lupette hanno acquisito gli strumenti critici per "uscire nel mondo" e guardarlo da un'ottica diversa.

"Così quando ci affacciamo fuori dalla porta della nostra tana – ci racconta Alessandro, il capo branco del Roma 84 - e ci imbattiamo in cartelli stradali incivilmente danneggiati, marciapiedi senza rampe di accesso per i disabili, o più frequentemente nella noncuranza di chi si disinteressa del bene comune abbiamo già in testa dove e come vogliamo intervenire per far sì che il nostro Stato sia un posto migliore."

 
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