Una passione partecipata: l'esperienza degli orti condivisi
PDF Stampa E-mail
lunedì 18 giugno 2012 | Giuseppe Mimmo   
L'interesse per il verde assoggettato alla cultura della condivisione
20120514_zappata_romana-290x290Dalle scuole alle aziende, dai quartieri ai condomini, prende piede in Italia la buona pratica della cura condivisa degli orti. Un momento importante di creazione e rafforzamento dei legami sociali e di sensibilizzazione sulle tematiche ambientali.
In rapida diffusione quelle iniziative che avvicinano le persone verso pratiche di verde attivo

Gli italiani stanno riscoprendo la passione per il giardinaggio e per quel contatto con la natura che si è andato lentamente perdendo nel marasma del processo di cementificazione delle città. A rivelarlo è uno studio condotto dalla Coldiretti sul modo in cui gli italiani impiegano il loro tempo libero,che ha evidenziato come il trentasette percento di loro lo spenda nella cura del proprio orto. Sulla scia di questa tendenza vanno diffondendosi a macchia d’olio iniziative finalizzate ad avvicinare sempre più persone verso pratiche di verde attivo, basate sull’idea che una passione privata messa in condivisione con altre persone che “coltivano” lo stesso interesse possa trasformarsi in un esempio illuminante di cittadinanza attiva.

 

 

Esperienze di orti condivisi

 

Non rappresenta dunque una novità la crescente affermazione del fenomeno degli orti didattici, che a partire dalle scuole mirano all’ambizioso obiettivo di proiettare gli studenti verso una riscoperta del rapporto con la terra e ad una nuova educazione alimentare e ambientale. Ne è un esempio il progetto promosso da Slow Food dal bizzarro nome “Orto in condotta”, che attraverso la costituzione di comunità di apprendimento formate da studenti, insegnanti, genitori, nonni e produttori locali vuole fungere da importante canale di trasmissione alle giovani generazioni dei saperi legati alla cultura del cibo e alla salvaguardia dell’ambiente. Sulla medesima lunghezza d’onda incrociamo il programma "MiColtivo" della Fondazione Catella o l’orto didattico “La grande madre” attivo in Provincia di Udine, ma la lista potrebbe andare avanti all’infinito.

 

 

E se anche il posto di lavoro si trasforma in un luogo potenziale in cui far crescere un orticello rimesso alla cura dei suoi dipendenti, allora ci pare impossibile negare l’evidente avanzata in Italia di una nuova sensibilità verso la tematica ambientale. L’esperienza firmata Orti d’Azienda è esemplare: onlus con alle spalle appena cinque mesi di vita, sull’onda di quanto già realizzato negli Stati Uniti da alcune grandi aziende come Google, Pepsi e Toyota, aiuta le imprese impegnate sul tema della Social responsibility a realizzare orti in azienda per scopi sociali; in altre parole, l’organizzazione fornisce supporto all’azienda o al personale interessato ad avere un orto curando direttamente la fase di progettazione e realizzazione, facendo formazione e gestendo in un primo momento la manutenzione degli spazi verdi avvalendosi dell’aiuto delle cooperative sociali.

 

 

La condivisione di un orto, che abbia luogo in una scuola, in azienda o, come sempre più spesso capita, nei quartieri e nei condomini, ha il pregio non indifferente di creare e rafforzare i legami sociali e di sviluppare una nuova visione dell’ambiente inteso come bene comune che va tutelato partendo dalle piccole passioni quotidiane, meglio se condivise. E a questo scopo può rivelarsi estremamente utile il ruolo dei social network nella creazione di reti di cittadini che si incontrano online per scambiarsi opinioni e conoscenze tecniche sul tema e – perché no – che creano comunità in loco per prendersi cura, insieme, di alcuni spazi di verde pubblico. Tra le pagine del nostro sito abbiamo già avuto modo di parlare del progetto "Zappata Romana" e dell’idea ad esso sottintesa di realizzare una mappa degli orti e dei giardini condivisi della capitale; un progetto che trova il suo omologo per la città di Milano in “Orto diffuso”.

 

 

Trasformare la propria passione per la cura del verde in un interesse da condividere con gli altri a beneficio della comunità: ecco una differente definizione di orto condiviso. La speranza ora è che il pollice degli italiani diventi sempre più verde, senza tuttavia trascurare l'importante ruolo affidato alla pubblica amministrazione nella promozione di politiche pubbliche in grado di favorire la diffusione di questo tipo di processi. 

 
Categorie
Archivio
 

 

Ripensare il centro storico

Filippo Ozzola - 17 maggio 2013

"Ripensare il centro storico": con un approccio originale l'amministrazione comunale di Bagno di Romagna lancia il progetto di rigenerazione urbana di S. Piero in Bagno. Lo fa attraverso un bando che dà avvio a percorsi di partecipazione, con l'obiettivo di migliorare la vivibilità urbana del comune romagnolo....

 

La forza riformatrice della cittadinanza attiva

Angela Gallo - 19 maggio 2013

C'è un cambiamento in atto che si muove nel solco della Costituzione. E i cittadini ne sono protagonisti. Se il sistema partitico, in profonda crisi, non sembra più offrire efficaci soluzioni ai problemi di interesse generale, la spinta rinnovatrice viene dalla cittadinanza attiva. Giuseppe Cotturri, docente di sociologia del diritto e della devianza a Bari, traccia il percorso intrapreso da nuovi attori sociali per l'attuazione del disegno costituzionale nel terzo volume della collana Labsus: "La forza riformatrice della cittadinanza attiva", edito da Carocci....

 

Crowdfunding civico: una proposta

Angela Gallo - 20 maggio 2013

Fronteggiare la scarsità di risorse delle pubbliche amministrazioni e riavvicinare i cittadini alle istituzioni promuovendo un modello di cittadinanza attiva per la cura dei beni comuni. Sono le potenzialità del crowdfunding secondo Alessio Barollo e Daniela Castrataro che, nell'e-book: "Crowdfunding civico: una proposta", analizzano il fenomeno e avanzano una proposta per un vero e proprio crowdfunding civico come strumento di partecipazione....

 

Cons. st., sez. V, 17 settembre 2012, n. 4909

Fabio Giglioni - 6 maggio 2013

Elementi qualificanti in concreto la differenziazione della posizione del soggetto ricorrente sono il collegamento stabile con il territorio interessato e un'azione associativa dotata di adeguata consistenza e di rappresentatività degli interessi da tutelare...

 

Aggiornati sull'Italia dei beni comuni!

Iscriviti alla nostra newsletter.

Iniziative

 

Iaione parteciperà a Berlino all’Economics and the commons conference

Fabrizio Rostelli - 22 maggio 2013

Dal 22 al 24 maggio si terrà a Berlino l'Economics and the commons conference, un convegno internazionale in cui studiosi, ricercatori, giuristi e attivisti si confronteranno sul tema dei beni comuni. Il prof. Christian Iaione rappresenterà il Laboratorio per la sussidiarietà all'evento, tra gli ospiti anche Stefano Rodotà....