L’Osservatorio regionale pubblica i dati del secondo quadrimestre 2010
Dallo scorso ottobre sono visionabili sul sito del Siop-Lazio i dati relativi al fenomeno del partenariato pubblico-privato per il periodo maggio-agosto 2010.
Un trend in costante crescita, che vede le province di Roma e Frosinone piazzarsi in testa al mercato regionale per numero di gare e valore economico.
Un trend in costante crescita, che vede le province di Roma e Frosinone piazzarsi in testa al mercato regionale per numero di gare e valore economico.
Le iniziative in partenariato conquistano una rilevanza sempre maggiore tra le opere pubbliche del Lazio
Nuove prospettive nella sfera dei consumi
Le direttrici dei cambiamenti culturali di lungo periodo possono essere lette a partire da alcune avvisaglie che si manifestano in specifici comportamenti quotidiani. Nelle nostre società tali segnali sono ancora più significativi se provengono da un settore quale l’economia che rappresenta in maniera esponenziale i valori portanti delle nostre società.
Sulle pagine di questa rivista ci siamo già occupati della “Weconomy”, un modello economico alternativo che si fonda sul “Noi” anziché sull’ “Io”. Allo stesso modo, la diffusione di un filone di consumo che fa perno su dinamiche collaborative, presenta degli interessanti spunti di riflessione.
Questo fenomeno è stato anche analizzato in un libro di recente pubblicazione “What’s mine is Yours” che passa in rassegna i diversi aspetti del “collaborative consumption”.
Sulle pagine di questa rivista ci siamo già occupati della “Weconomy”, un modello economico alternativo che si fonda sul “Noi” anziché sull’ “Io”. Allo stesso modo, la diffusione di un filone di consumo che fa perno su dinamiche collaborative, presenta degli interessanti spunti di riflessione.
Questo fenomeno è stato anche analizzato in un libro di recente pubblicazione “What’s mine is Yours” che passa in rassegna i diversi aspetti del “collaborative consumption”.
Una nuova era è alle porte fondata sulla fiducia tra estranei, sull’accesso invece del possesso.
Un'altra economia è possibile
È appena uscito il volume Weconomy, un esperimento editoriale, un incubatore di idee per una nuova economia del Noi. Il libro, progettato da Logotel e edito da Baldini Castoldi Dalai Editore si presenta come una novità già dalla veste editoriale. Disponibile in diversi formati e percorsi di lettura (pdf, e-book, scaricabile su smartphone) e soprattutto aperto e libero, in quanto può essere divulgato e incrementato attraverso il relativo blog.
Per uscire dalla crisi l'economia deve aprire le porte alla cultura del "Noi"
I comuni: principali interlocutori della sussidiarietà
Si è tenuta il 12 ottobre in Campidoglio la prima lezione della “Scuola di Sussidiarietà”.
Il progetto , patrocinato dalla Fondazione per la sussidiarietà, si rivolge principalmente ad amministratori locali, politici e dirigenti della Pubblica Amministrazione e punta a fornire a questi ultimi gli strumenti di progettazione, organizzazione e gestione dei servizi pubblici.
Il progetto , patrocinato dalla Fondazione per la sussidiarietà, si rivolge principalmente ad amministratori locali, politici e dirigenti della Pubblica Amministrazione e punta a fornire a questi ultimi gli strumenti di progettazione, organizzazione e gestione dei servizi pubblici.
"La sussidiarietà orizzontale è una risorsa per il territorio"
La Fondazione FareFuturo e il dibattito sul Pil
Charta Minuta, il bimestrale della fondazione Farefuturo, dedica l’ultimo numero al tema: “L’economia scopre la felicità”. La Fondazione non è nuova a queste analisi, dal momento che ha già pubblicato una “Charta della sostenibilità” insieme ad un rapporto dal titolo: “Oltre il Pil: i nuovi indicatori del benessere e la sostenibilità dello sviluppo” dei quali ci siamo occupati sulle pagine di questa rivista.
Il dibattito sul rapporto tra economia e felicità, pur muovendo da prospettive spesso molto diverse tra loro, trova un minimo comun denominatore nella critica al Pil come unico indicatore del benessere. A partire dal celebre discorso di Bob Kennedy è ormai appurato che il Pil misura tutto “tranne ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta”.
Il dibattito sul rapporto tra economia e felicità, pur muovendo da prospettive spesso molto diverse tra loro, trova un minimo comun denominatore nella critica al Pil come unico indicatore del benessere. A partire dal celebre discorso di Bob Kennedy è ormai appurato che il Pil misura tutto “tranne ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta”.
Chi avverte l’insufficienza del Pil, sente l’insufficienza della mera soddisfazione economica come fine
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