Il punto di Labsus

E i cittadini, Presidente?

Signor Presidente del Consiglio...

Bisogna ripartire dai cittadini, coinvolgendo migliaia di persone nella "manutenzione" quotidiana del Paese.

Signor Presidente del Consiglio, siamo senz’altro d’accordo con Lei quando afferma che "La nostra società ha in sé le energie e le competenze per far ripartire l’Italia". Ma perché identificare queste risorse soltanto nei "lavoratori" (sia pure "straordinari") e negli "imprenditori, piccoli e medi"?

E i cittadini, Signor Presidente? Non sono forse anche i comuni cittadini portatori di competenze, esperienze, idee che potrebbero dare un contributo prezioso alla rinascita di un Paese stanco e sfiduciato?

La crisi del paradigma bipolare

Non ci riferiamo soltanto al fatto che noi italiani siamo notoriamente pieni di risorse e capaci di superare anche le situazioni più difficili, dalla ricostruzione post-bellica al miracolo economico, dagli anni "di piombo" all’entrata nell’euro.
No, non è solo questo. Noi pensiamo che i cittadini siano una risorsa in un altro senso, più "tecnico", più preciso.

Ormai è evidente che senza la collaborazione dei cittadini le istituzioni non ce la fanno a risolvere i sempre più numerosi e difficili problemi del vivere quotidiano. Non è questione di mezzi, di personale, etc.: è proprio che non ce la fanno, perché il mondo è diventato troppo complicato per pensare che possa funzionare soltanto sulla base del paradigma bipolare, per cui da un lato ci sono le amministrazioni con i loro complessi apparati che ci consentono di vivere come esseri civili, e dall’altro ci sono milioni di "utenti", cioè di passivi destinatari di ogni genere di servizi.

La Costituzione, affermando che le istituzioni debbono favorire "l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà " (art. 118, u.c.), legittima finalmente i cittadini ad uscire dal ruolo passivo di utenti per diventare soggetti attivi che si prendono cura, insieme con le amministrazioni, di beni comuni quali il territorio, l’ambiente, l’acqua, l’aria, la sicurezza, la fiducia nei rapporti sociali, la legalità, i diritti dell’uomo, la salute, l’istruzione, i beni culturali, i servizi pubblici, la regolazione del mercato, le infrastrutture e altri simili a questi.

Cose concrete, molto semplici

Il bello di questa nuova forma di libertà solidale e responsabile è di essere alla portata di tutti, perché essere cittadini attivi non richiede chissà quali doti o competenze, né l’iscrizione ad associazioni di volontariato, del terzo settore, e simili. E’ sufficiente fare cose concrete, anche molto semplici, prendendosi cura di beni il cui mantenimento ed arricchimento è nell’interesse di tutti.

Tutto questo spiega perché, se Lei lo vorrà, sia possibile "ripartire dai cittadini", usando la sussidiarietà come fondamento per un’inedita alleanza fra istituzioni e cittadini. Se infatti migliaia di cittadini, in tutta Italia, si mobilitassero prendendosi cura dei beni comuni insieme con le amministrazioni, in una sorta di quotidiana "manutenzione" del Paese, l’effetto complessivo sarebbe straordinario, sia in termini di crescita del livello della convivenza civile, sia in termini pratici, di miglioramento della qualità della vita di tutti.

Sarebbe come un’iniezione di ricostituente per un organismo debilitato, perché una società con una forte presenza di cittadini attivi è una società in cui tutti vivono meglio ma è anche una società più competitiva, in quanto la cittadinanza attiva è un fattore potente di innovazione dell’intero sistema.

Realizzare, nelle varie articolazioni del sistema amministrativo, progetti per promuovere e sostenere i cittadini che desiderano prendersi cura dei beni comuni non dovrebbe essere particolarmente difficile. Ci sono già esperienze in tal senso e soprattutto ci sono le persone su cui far leva, sia nelle amministrazioni centrali sia in quelle locali; così come nella società civile ci sono migliaia di semplici cittadini che, se sollecitati, sarebbero sicuramente disponibili a mobilitarsi.

Dipende da Lei, Signor Presidente. Vedrà che i cittadini risponderanno, come hanno risposto in tante altre occasioni. Bisogna avere fiducia.



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