L'attività per interessi generali da parte dei privati implica un ruolo di vigilanza dei poteri pubblici e un attento uso delle risorse pubbliche
Consiglio di stato e CGA Regione Sicilia

Cons. St., parere, 26 agosto 2002, n. 1794

La sussidiarietà orizzontale nella valorizzazione dei beni culturali

Il principio di sussidiarietà orizzontale costituisce il criterio propulsivo in coerenza al quale deve svilupparsi, nell'ambito della società civile, il rapporto tra pubblico e privato anche nella realizzazione delle finalità di carattere collettivo. Il principio di sussidiarietà orizzontale è in grado di dispiegare i suoi effetti anche nei confronti del titolo I della costituzione con riferimento alle garanzie sostanziali riconosciuti ai soggetti singoli e associati. In particolare, l'autonomia privata appare garantita non solamente quando essa è rivolta alla soddisfazione di bisogni individuali, ma anche quando appare strumentale alla realizzazione di utilità generali.

La sentenza

Il parere in commento concerne il decreto ministeriale emanato dal Ministero per i beni e le attività culturali in attuazione dell’art. 1 d.lgs. n. 368 del 1998, a proposito della costituzione e della partecipazione da parte del ministero a società per azioni aventi come scopo sociale la valorizzazione dei beni culturali.
Nella disamina dello schema di decreto il consiglio di stato nota che la valutazione relativa alla disciplina di organismi privati chiamati a svolgere funzioni pubbliche non possa prescindere dal rispetto del principio di sussidiarietà orizzontale, giacché esso tiene luogo proprio laddove i privati sono investiti di compiti di interesse generale.

Il commento

Sulla base di questo presupposto l’autorità consultiva enuclea tre possibili ricadute del principio medesimo. La prima riguarda l’assunzione di un nuovo parametro di compatibilità nell’impiego delle risorse pubbliche: in altri termini, il consiglio di stato afferma che l’impegno svolto da privati attraverso autofinanziamento o altre forme di finanziamento autonomo rende non necessario l’apporto ulteriore di risorse pubbliche.
Ne discenderebbe cosìche la disposizione delle risorse pubbliche deve essere condizionata da una valutazione della sufficienza delle risorse private impiegate nel raggiungimento di utilità generali da parte di soggetti privati.
La seconda ricaduta attiene alla valorizzazione ultronea dell’autonomia privata non più assicurata al solo fine di soddisfare bisogni individuali come è stabilito nell’art. 41 cost., ma anche per finalità più di carattere generale. Con ciò il principio di sussidiarietà appare idoneo a estendere il campo delle garanzie sostanziali riconosciute ai soggetti singoli e associati.
La terza ricaduta attiene ai nuovi compiti ritagliati per i soggetti pubblici di fronte al nuovo protagonismo dei soggetti privati: nella nuova dinamica dei rapporti tra soggetti pubblici e soggetti privati viene a instaurarsi una relazione in cui i primi sostanzialmente sono tenuti a vigilare e controllare in misura tale che l’esercizio di questa funzione sia proporzionata e ragionevole e non invada ingiustificatamente la sfera d’azione garantita ai soggetti privati, ora consentita in ambiti che una volta erano di esclusiva pertinenza pubblica.



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