L'offerta privata di servizi di sicurezza deve essere favorita perché consente a quella pubblica di concentrarsi sui bisogni prioritari di sicurezza
Tar

Lazio, Roma, sez. I-ter, 10 marzo 2006, n. 1890

Sussidiarietà e attività di vigilanza privata

In base all'art. 118 ultimo comma della Costituzione, la funzione amministrativa autorizzativa dell'attività di vigilanza e investigazione privata deve essere ispirata dalla opportunità di realizzare una piena integrazione della funzione pubblica svolta dalle autorità e dell'azione privata degli operatori professionali del settore; pertanto, l'amministrazione di pubblica sicurezza nell'ambito del suddetto procedimento deve considerare quale elemento rilevante per la decisione anche il "bisogno di sicurezza" espresso dal territorio che può essere più opportunamente soddisfatto da un incremento dell'attività di vigilanza privata.

La sentenza

La sentenza in esame fa espressamente leva sul principio di sussidiarietà orizzontale per favorire l’iniziativa imprenditoriale delle imprese private operanti nel settore della vigilanza e investigazione privata e la creazione di un mercato concorrenziale tra esse. Il TAR sostiene, infatti, che, ove sia consentito a queste imprese di poter svolgere la loro attività “complementare e sussidiaria” a protezione di beni e interessi di rilievo meramente individuale, l’autorità pubblica potrà concentrare la propria azione su obiettivi di importanza prioritaria e di interesse generale a tutela della sicurezza della generalità dei consociati, secondo il modello di interazione tra operatori pubblici e privati in cui si concretizzano i principi di sussidiarietà orizzontale, adeguatezza, efficacia e efficienza dell’azione amministrativa. Tali considerazioni e le possibili implicazioni positive del rilascio di nuovi titoli abilitativi dovranno pertanto essere accuratamente valutate nel procedimento di autorizzazione allo svolgimento di dette attività .



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