La riserva ai soli istituti scolastici pubblici della costituzione di commissioni di esame per candidati esterni viola, tra gli altri, il principio di sussidiarietà
Tar

Lazio, Roma, sez. III-bis, 13 marzo 2006, n. 1906

La parità scolastica al vaglio della corte costituzionale

Il decreto legislativo 226 del 2005, all'art. 14 comma 5, ("Esame di Stato"), dispone che "I candidati esterni sono ripartiti tra le diverse commissioni degli istituti statali e paritari ed il loro numero massimo non può superare il cinquanta per cento dei candidati interni; nel caso non vi sia la possibilità di assegnare i candidati esterni alle predette commissioni possono essere costituite,soltanto preso gli istituti statali, commissioni apposite". Non è manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell'ultima norma del predetto articolo in riferimento agli articoli 76, 41, 3, 33 comma 4 e 118 della Costituzione.

L a sentenza

In seguito a ricorso presentato da diversi istituti paritari, il TAR del Lazio è stato chiamato a valutare alcuni aspetti del sistema nazionale di istruzione, nell’ambito del quale scuole statali e scuole paritarie svolgono una funzione sostanzialmente identica nel perseguimento di fondamentali obiettivi di rilevanza costituzionale.
Infatti, in adeguamento dei principi di libera concorrenza, è stato realizzato un sistema di prestazione dei servizi di istruzione articolato e concorrenziale che consenta l’espansione dell’offerta formativa e, in armonia con i principi del pluralismo e della sussidiarietà , garantisca diversi modi per godere un diritto sociale quale quello all’istruzione.

Il commento

Ciò premesso, sembra ai giudici che la norma suddetta attui una indebita discriminazione delle scuole paritarie, cui è precluso di costituire commissioni di esame per i soli candidati esterni, con ciò ledendo i principi di iniziativa economica privata, di parità scolastica, di cui all’art. 33 costituzione, e di sussidiarietà . Pertanto il TAR del Lazio, sollevando la questione di legittimità costituzionale, ritiene che una valorizzazione del principio di sussidiarietà possa giocare, nel caso considerato, un ruolo di supporto alle istanze degli istituti paritari, dirette ad ottenere un pieno riconoscimento della propria capacità imprenditoriale nello svolgimento di servizi considerati di interesse generale.



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