Il vero patrimonio del'amministrazione di Reggio Emilia è il capitale sociale della sua comunità .
Il punto di Labsus

Reggio Emilia città delle persone

Un "tesoro di cittadino" in pratica

I cittadini attivi con il loro comportamento producono fiducia nei rapporti fra le persone e verso le istituzioni, sviluppano coesione sociale, realizzano forme nuove di partecipazione alla vita pubblica, danno coraggio e sono di esempio ad altri, creano occasioni di incontro, di confronto e di scambio.
Il comune di Reggio Emilia ne è consapevole e quindi costruisce il suo piano strategico su tre pilastri: attirare i talenti, riqualificare la città, diventare la città della cittadinanza attiva. Sono tre pilastri dello stesso edificio, vediamo perché.

Partiamo da un dato poco conosciuto: Reggio Emilia è la città italiana con la più alta percentuale di export dal proprio territorio. Passiamo per un altro dato molto più noto: Reggio Emilia è la città delle scuole dell’infanzia modello. Le sue insegnati vengono chiamate in giro per il mondo, non l’Europa, il mondo, per raccontare l’esperienza di queste scuole per la prima infanzia (anni -6).

C’è una connessione tra i due dati? Secondo Mauro Bonaretti, city manager di Reggio Emilia la connessione è diretta.

Un’amministrazione locale efficiente ed efficace

Cerchiamo di capire perché.
Prima ipotesi: Reggio Emilia ha un’amministrazione locale efficiente ed efficace che risolve i problemi invece di crearli ai cittadini ed alle imprese. Non è poco, è raro, è necessario, ma forse non è sufficiente.

Scuole dell’infanzia modello: cosa vuol dire

Excursus storico. Le scuole dell’infanzia sono nate, negli anni del Dopoguerra, dalla volontà delle donne di Reggio Emilia di andare a lavorare. Per farlo si sono riunite, si sono organizzate, hanno aperto dei locali dove hanno raccolto i loro figli. La loro iniziativa è stata "assunta" dall’amministrazione comunale, che, intelligentemente, è partita proprio da queste esperienze di autonoma iniziativa dei cittadini.

Formalmente l’esperienza ha avuto inizio nel 1963 con l’apertura delle prime Scuole dell’Infanzia, seguita nel 1971 dagli asili nido; un’esperienza in cui è stato elaborato e attuato un progetto pedagogico e culturale che da anni costituisce un riferimento d’intensa vitalità per la città, ed è oggetto di interesse studio e confronto da parte di insegnanti, pedagogisti, ricercatori, amministratori, personalità della politica e della cultura provenienti da tutta Italia a da ogni parte del mondo.

Una esperienza educativa per i bambini dai 3 mesi ai 6 anni che si fonda sull’immagine di un bambino dotato di forti potenzialità di sviluppo e soggetto di diritti, che apprende, cresce nella relazione con gli altri.

L’identità specifica dei servizi per l’infanzia gestiti dal comune di Reggio Emilia si fonda su alcuni tratti distintivi:
• la partecipazione delle famiglie,
• il lavoro collegiale degli operatori,
• l’importanza accreditata all’ambiente educativo,
• la presenza dell’atelier e della cucina interna,
• il coordinamento pedagogico e didattico.

Seconda ipotesi:
i bambini che nel 1965-7 avevano tre anni sono i quarantenni di oggi, persone forgiate dall’idea di un bambino dotato di forti potenzialità di sviluppo e soggetto di diritti, che apprende e cresce nella relazione con gli altri.


Collegialità, relazione, confro
nto, corresponsabilità, partecipazione

Il progetto di partecipazione delle famiglie alla vita e alla gestione dei servizi per l’infanzia comunali è fortemente dentro alla storia dell’esperienza, sia per la genesi delle prime scuole, che furono costruite e aperte grazie ad iniziative popolari, sia per una cultura partecipativa radicata nel territorio.

La partecipazione si mantiene viva e si rifonda ogni giorno nella pratica quotidiana di relazione e comunicazione con le famiglie, percepite come risorsa, portatrici di cultura e competenze.
Nido e scuola dell’infanzia concorrono a costruire in città una cultura dell’infanzia più attenta e consapevole. Si propongono infatti come spazi di incontro e di dibattito con le famiglie e i cittadini sull’esperienza pedagogica e sulle problematiche educative più generali.
In ogni nido e scuola dell’infanzia è presente un Consiglio Infanzia Città composto da genitori, cittadini, insegnanti, operatori e pedagogista.

L’organizzazione del gruppo degli operatori di ogni nido e scuola dell’infanzia si fonda sul valore della collegialità, della relazione, del confronto e della corresponsabilità.
L’orario di lavoro settimanale del personale è di 36 ore settimanali e comprende sia le ore a diretto contatto coi bambini, che le ore di aggiornamento, di formazione professionale e di incontro con le famiglie.
I turni di lavoro prevedono che durante l’arco della mattina, un tempo intensamente vissuto al nido e alla scuola, tutto il personale (insegnanti, ausiliarie, cuoca, atelierista) sia compresente e questo concorre a costruire le condizioni che danno forma alla qualità educativa del servizio.

Terza ipotesi:
collegialità, relazione, confronto, corresponsabilità, partecipazione sono i cinque ingredienti speciali della ricetta scuole per la infanzia di Reggio Emilia.

Gli Aalborg Commitments

Il comune di Reggio Emilia ha sottoscritto nel settembre 24 e si è impegnato ad attuare all’interno dell’amministrazione e in seno alla comunità locale, gli Aalborg Commitments (Impegni di Aaborg) (vedi allegato), definiti nel corso della Quarta conferenza europea delle città sostenibili svoltasi nel giugno 24 nella città danese di Aalborg. Nel corso della conferenza oltre 11 comuni appartenenti a 46 paesi si sono confrontati sui temi del futuro sostenibile e, in particolare, su come le città possano divenire “più ospitali, prospere e creative offrendo una buona qualità di vita a tutti i cittadini”.

Quali impegni si è assunta l’amministrazione di Reggio Emilia (insieme alle altre città che hanno sottoscritto gli Aalborg Commitments?

1. Governance
ci impegniamo a rafforzare i nostri processi decisionali tramite una migliore democrazia partecipatoria.

2.
Gestione urbana per la sostenibilità
ci impegniamo a mettere in atto cicli di gestione efficienti, dalla loro formulazione alla loro implementazione e valutazione.

3. Risorse naturali comuni
ci impegniamo ad assumerci la piena responsabilità per la protezione e la preservazione delle risorse naturali comuni.

4. Consumo responsabile e stili di vita
ci impegniamo a promuovere e a incentivare un uso prudente delle risorse, incoraggiando un consumo e una produzione sostenibili.

5. Pianificazione e progettazione urbana
ci impegniamo a svolgere un ruolo strategico nella pianificazione e progettazione urbane, affrontando problematiche ambientali, sociali, economiche, sanitarie e culturali per il beneficio di tutti.

6. Migliore mobilità, meno traffico
riconosciamo l’interdipedenza di trasporti, salute e ambiente e ci impegniamo a promuovere scelte di mobilità sostenibili.

7.
Azione locale per la salute
ci impegniamo a proteggere e a promuovere la salute e il benessere dei nostri cittadini.

8. Economia locale e sostenibile
ci impegniamo a creare e ad assicurare una vivace economia locale, che promuova l’occupazione senza danneggiare l’ambiente.

9. Equità e giustizia sociale
ci impegniamo a costruire comunità solidali e aperte a tutti.

1. Da locale a globale
ci impegniamo in una azione locale per una pace, giustizia, equità e sviluppo sostenibile a livello globale.

Un’amministrazione seria

Ora, la storia di Reggio Emilia ci ha insegnato che l’amministrazione è un’amministrazione seria e quando si impegna a fare qualcosa… si impegna a farlo.

Ad esempio:

Il Comune di Reggio Emilia è stato uno dei primi enti locali in Italia ad attivare esperienze di processi partecipativi.
Inizialmente tali processi sono stati finalizzati all’attuazione dei percorsi di Agenda 21 locale; l’obiettivo era di condividere con la comunità locale la “lista delle cosa da fare per lo sviluppo sostenibile nel XXI secolo” (cioè l’Agenda 21 locale) attivando un percorso di condivisione con la comunità locale di modello urbano sostenibile – che supportasse anche il processo decisionale delle due Amministrazioni – da realizzare anche attraverso la coresponsabilità di tutti gli attori.
Nel 2, quindi, il Comune ha attivato, insieme alla Provincia, un processo di Agenda 21 locale a scala territoriale affrontando non solo temi ambientali, ma anche temi territoriali, sociali ed economici.
Il Forum di Agenda 21 di Reggio Emilia inizialmente era costituito da circa 22 persone, in rappresentanza di oltre 18 organizzazioni (del settore delle amministrazioni pubbliche, delle agenzie di controllo, del settore imprenditoriale, delle associazioni di categoria, del volontariato sociale, ambientalista, dei consumatori, degli ordini professionali, della scuola), che vi hanno aderito formalmente e volontariamente. Successivamente gli aderenti ufficiali al Processo sono diventati oltre 3.
Il Forum ha elaborato nel 21 il "Piano di Azione per l’Ag 21 locale a Reggio Emilia" cioè un piano strategico contenente per le diverse tematiche gli obiettivi condivisi per lo sviluppo sostenibile a livello locale e le azioni necessarie per raggiungere tali obiettivi.
Nel 22, in seguito all’emergenza sanitaria ed ambientale per l’inquinamento atmosferico, è stato attivato anche un percorso di Ag 21 locale sul tema della mobilità sostenibile e la qualità dell’aria, per fare un “patto con la città” , che ha portato alla predisposizione e attuazione di numerosi progetti in parterships.

Dal 23-24 sono stati realizzate esperienze di Ag 21 a scala di quartiere, nella Circoscrizione 7 e nel Centro storico, volte definire e realizzare progetti concreti per migliorare la qualità e la vivibilità ambientale e sociale degli stessi.

Dal 25 sono stati attivati numerosi altri percorsi partecipativi su temi e piani specifici.
In collaborazione con Provincia e Act, è stato avviato un percorso partecipativo di accompagnamento alla elaborazione del Piano della Mobilità, è stato realizzato il Piano giovani partecipato e sono state avviate varie esperienze di urbanistica partecipata, soprattutto inerenti aree oggetto di riqualificazione urbana (PRU Compagnoni, PRU Ospizio, Parco Acque Chiare).
Nel 26 è stato avviato un percorso partecipativo per la riqualificazione della Reggia di Rivalta e del suo parco e , inoltre, sono stati avviati laboratori progettuali per la condivisione delle linee strategiche del nuovo Piano Strutturale Comunale.


"A Reggio Emilia andiamo a scuola in BiciBus"

Prendiamo ad esempio progetto di educazione alla “mobilità sostenibile” per le scuole elementari e medie inferiori: "Agenda 21 a scuola : a scuola da soli in sicurezza", nell’ambito del quale è nata l’iniziativa di accompagnamento in bicicletta sui percorsi casa-scuola “A Reggio Emilia andiamo a scuola in BiciBus".

Che vuol dire: che la mattina ci sono lunghe carovane di ragazzi che con il loro caschetto e la loro giacchetta, guidati e accompagnati da dei "giovani anziani" vanno a scuola in bicicletta, riducendo traffico e inquinamento.

Il nostro stupore non può a questo punto che diminuire nello scoprire che l’amministrazione di Reggio Emilia decide di generare il futuro della città affiancando alla riqualificazione della città e alla catalizzazione dei talenti la "città della cittadinanza attiva".

Il capitale sociale di una comunità

Il vero patrimonio dell’amministrazione di Reggio Emilia e il capitale sociale della sua comunità. E questo spiega la convinzione di Mauro Bonaretti.

I cittadini attivi con il loro comportamento producono fiducia nei rapporti fra le persone e verso le istituzioni, sviluppano coesione sociale, realizzano forme nuove di partecipazione alla vita pubblica, danno coraggio e sono di esempio ad altri, creano occasioni di incontro, di confronto, di scambio, di commercio.

Tutto questo va a vantaggio del capitale sociale di una comunità in cui i cittadini attivi mostrano concretamente come si possa essere cittadini in modo nuovo, comportandosi come persone autonome, solidali e soprattutto responsabili, che, come ama ripetere il presidente di Labsus Gregorio Arena, "nella Repubblica si sentono padroni di casa, non ospiti". E come tali si comportano, assumendosi la responsabilità della cura della casa comune.



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