I cittadini attivi possono salvare l'ambiente con i gesti semplici e concreti della vita quotidiana
Il punto di Labsus

” Repubblica ” e i cittadini attivi

Milioni di comportamenti quotidiani di cittadini attivi possono fare la differenza per la salvezza dell'ambiente. “Repubblica” lancia un'iniziativa di mobilitazione civica implicitamente fondata sull'applicazione del principio di sussidiarietà, dimostrando che anche individualmente si può essere protagonisti del cambiamento.

Pochi lo conoscono, ma nella Costituzione c’è un articolo che afferma un principio di grande civiltà, secondo il quale i poteri pubblici devono “favorire le autonome iniziative dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale” (articolo 118, ultimo comma).
Si chiama principio di sussidiarietà e nei prossimi anni cambierà profondamente il concetto stesso di cittadinanza in Italia.
Fra le tante cose importanti e interessanti di questo articolo 118 c’è però un’affermazione che può lasciare sconcertati, perché la Costituzione prevede che anche i cittadini singoli possano svolgere attività di interesse generale.
Ora, che cittadini riuniti insieme con altri in comitati, gruppi, associazioni di vario genere possano svolgere attività di interesse generale è comprensibile e per fortuna succede ogni giorno.
Ma com’è possibile che cittadini singoli, da soli, possano fare qualcosa che sia nell’interesse generale? Com’è possibile, in altri termini, che un singolo individuo possa da solo fare qualcosa che sia utile all’intera collettività?

Prendersi cura dei beni comuni

“Attività di interesse generale” è un’espressione astratta. Ma diventa subito più comprensibile se si dice che è nell’interesse generale prendersi cura dei beni comuni.
Beni come l’ambiente, il territorio, l’acqua, l’aria, la sicurezza, la fiducia nei rapporti sociali, la legalità, i diritti dell’uomo, la regolazione del mercato, la salute, l’istruzione, le infrastrutture, i beni culturali, i servizi pubblici, le risorse naturali, la vivibilità urbana, e altri simili a questi, sono beni comuni in quanto di essi ciascuno può godere liberamente, ma un uso egoistico può danneggiarli fino a distruggerli.
Il loro arricchimento arricchisce tutti, così come il loro impoverimento impoverisce tutti. Detto in altri termini, il loro arricchimento è nell’interesse generale, così come lo è evitare il loro impoverimento.

Gesti semplici e concreti

Prendersi cura dei beni comuni vuol dire fare cose concrete, pratiche, anche molto semplici. Si tratta di prendersi cura, nel senso letterale del termine, di beni che essendo di tutti e potendo essere utilizzati da tutti, sono continuamente a rischio di un uso di tipo predatorio, in cui ciascuno pensa solo al proprio interesse individuale a danno di quello generale.
E questo spiega perché non sia affatto assurdo quello che dice la Costituzione, quando prevede che anche singoli cittadini possano svolgere attività di interesse generale o, detto in altri termini, possano prendersi cura dei beni comuni.
Fra i vari beni comuni, l’ambiente è sicuramente uno di quelli di cui ci si può prendere cura anche individualmente. Anzi, l’ambiente è forse l’esempio migliore di questo tipo di beni comuni, perché la sua distruzione, così come la sua protezione, dipendono in larghissima parte da milioni di comportamenti individuali, sia in negativo, sia in positivo.

"Repubblica " e i beni comuni

La campagna di mobilitazione civica per la tutela dell’ambiente lanciata in questi giorni da "Repubblica" è un ottimo esempio di come anche individualmente si possano fare cose fondamentali dal punto di vista dell’interesse generale.
Dice infatti Antonio Cianciullo su Repubblica.it: “Possiamo restare a guardare gli eventi oppure scendere in campo con un piccolo gesto quotidiano: riciclare un giornale, cambiare una vecchia lampadina con una ad alta efficienza, fare la spesa portandosi un contenitore da casa, spegnere le luci dello stand by degli apparecchi elettronici che continuano a moltiplicarsi, comprare frutta e verdura della stagione e del luogo.
Ognuna di queste azioni può sembrare piccola e banale di fronte all’immensità del danno che si profila. Eppure moltiplicate per i 365 giorni dell’anno e per i milioni di persone che stanno aderendo a questa sfida in tutto il mondo rappresentano una svolta: un cambiamento che nasce dal basso, che cresce con il passaparola, che si alimenta del consenso e delle critiche che riceve anche dalla rete su cui stiamo ora dialogando”.

I cittadini attivi, fattore di cambiamento

I cittadini che, aderendo a questa iniziativa di "Repubblica", si prenderanno cura dell’ambiente con gesti semplici e concreti quasi certamente non lo sanno. Ma in realtà essi stanno applicando il principio di sussidiarietà e si stanno comportando da cittadini attivi nel senso migliore e più pieno dell’espressione.
Perciò quello che fanno è doppiamente importante.
Da un lato, perché così contribuiscono concretamente a ridurre l’impatto del nostro modo di vita sul pianeta. Anche se spesso è difficile rendersene conto, ogni singolo gesto può fare la differenza.
Dall’altro perché i cittadini attivi, qualunque sia il bene comune di cui si prendono cura, producono fiducia, danno coraggio, mostrano con i fatti che non è vero che di fronte agli enormi problemi del nostro tempo noi singoli cittadini siamo impotenti.
Anche individualmente si può essere protagonisti di cambiamenti fondamentali, purché si sia consapevoli dei problemi e coscienti della propria responsabilità verso la comunità.

L’articolo di Cianciullo che lancia l’iniziativa si può leggere qui.



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