Interventi

Un altro modo di pensare all’Italia

L'intervento del nostro Presidente alla scuola di etica e di politica.

Oggi insegniamo ai ragazzi che la politica è corrotta, come se gli spiegassimo che un tostapane serve a carbonizzare il pane.
Invece bisogna spiegare che anche la democrazia ogni tanto si guasta, fa corto circuito e bisogna rimetterla in sesto

Questa citazione di Fernando Savater, con cui si presenta la scuola di etica e di politica "Giacomo Ulivi", rende ben chiari gli obiettivi di questi incontri rivolti ai giovani di Reggio Emilia: un ciclo di lezioni e incontri attorno ai temi della contemporaneità rivolto a chi si sente giovane e, o, "incompleto". Una scuola dell’etica, come principio di indirizzo delle scelte e dell’agire pubblico, e della politica, come presa a cuore e interesse di quanto fa parte della dimensione sociale.

Il progetto che durerà un anno, da dicembre 27 a dicembre 28, è stato curato dell’associazione culturale Telecitofono di Reggio Emilia, e utilizza come proprio motto (direbbero gli uomini marketing come "pay off", ma noi preferiamo il vecchio e caro motto) una citazione di Italo Calvino: "alle volte uno si crede incompleto ed è soltanto giovane”.

La scuola di etica e di politica
Ha sede all’interno del centro artistico giovanile che il Comune di Reggio Emilia ha affidato ad un gruppo di associazioni. E, noi di Labsus, la citiamo non solo perché merita come iniziativa in sé, ma anche perché Gregorio Arena, nostro Presidente, è stato invitato il 6 marzo a tenere una lezione su "Cittadinanza attiva: un altro modo di pensare all’Italia".
Ed è in buona compagnia visto che sono stati invitati come docenti Furio Colombo, Gherardo Colombo, Pier Camillo Davigo, Claudio Fava, Daniele Biacchessi, Paolo Biondani, Rita Borsellino, Frieda Brioschi, Massimo Cirri, Giorgio Lauro, Filippo Solibello, Mario Gerevini, Carmelo Lopapa, Vittorio Malagutti, Grazia Mannozzi, Loris Mazzetti, Fabio Fazio, Vittorio Prodi, Marco Revelli, Bruno Tinti, Marco Travaglio, Elio Veltri.

Telecitofono è un’associazione nata nel 24 da un gruppo di studenti universitari di Reggio Emilia. Dalla necessità di costituire, attraverso una tv di strada, un luogo di incontro e produzione culturale e sociale, i ragazzi di Telecitifono sono arrivati a maturare e crescere attraverso l’organizzazione di diverse iniziative: dibattiti, mostre, produzione documentari, rassegne cinematografiche.

Perché questa scuola
Lasciamo ai giovani di Telecitofono la parola: "Siamo parte di una generazione che ha l’esigenza di confrontarsi su un "abbecedario" per affrontare etica e politica in un contesto globale che richiede capacità decisionali ma anche una visione progettuale sul futuro, rispetto ad un pianeta che è un bene e proprietà. Partecipazione, responsabilità e coraggio delle idee. Per interpretare il "governo" e il "coinvolgimento" dei territori è necessario affrontare temi e raccogliere l’eredità di personalità che hanno saputo mettere nella propria agenda personale coesione sociale, solidarietà e giustizia come priorità personale.

Gli argomenti
Le tematiche trattate all’interno del progetto sono concordate con gli ospiti; la Scuola di etica e politica è, infatti, un momento di riflessione condiviso, che può trattare temi specifici (comunicazione, giustizia, etica, politica e partiti, integrazione, cultura, intercultura…) come la presentazione di libri e saggi.

La prima edizione si è tenuta, tra il dicembre 26 e il giugno 27, con un ciclo di incontri e proiezioni di film, tra gli ospiti Marco Travaglio, Maurizio Chierici, Piergiorgio Paterlini, Giulio Borelli.



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