Importanti sono dunque gli uomini, importante la collettività ; ma altrettanto lo sono i meccanismi, le canalizzazioni giuridiche che condizionano i comportamenti individuali e collettivi; ed altrettanto lo è la macchina [...]
Riforme amministrative

Il principio di sussidiarietà nell’ordinamento italiano

Nel lavoro di ricerca il dr. Bruno Di Giacomo Russo, nell’affrontare la tematica della sussidarietà orizzontale, parte da una ricostruzione storica e filosofica e dal modo in cui lo stesso principio abbia trovato un’applicazione concreta con l’entrata in vigore della legge costituzionale n. 3 del 2001, fino all’applicazione dell’art. 5, secondo comma, del Trattato della Comunità Europea.

Considerando che la dimensione orizzontale viene spesso considerata solo l’estrema propaggine del principio di sussidiarietà verticale, come sostiene Bruno Di Giacomo Russo, in una logica top-down, si è tentato di documentare il primato della dimensione orizzontale della sussidiarietà nell’ambito di un’analisi più generale del principio.
Come si può conciliare, o meglio armonizzare, l’esigenza legittima di autonomia con la necessità dell’autorità, o delle autorità? E siccome non si intende sacrificare né la libertà d’autonomia, né il bene comune o meglio l’interesse generale, come metterli al servizio l’uno dell’altro? Perché esiste un’autorità? Qual’è il suo compito e quale ruolo deve avere? Interrogativi che Di Giacomo Russo sostiene e approfondisce con grande capacità di analisi nel corso della sua tesi. E’ necessario escludere dal contesto della norma il significato più esteso del principio di sussidiarietà orizzontale che impone al pubblico di ritirarsi da determinati interventi di carattere amministrativo laddove questi possono essere più proficuamente realizzati dall’iniziativa privata. Un significato cioè di mera subordinazione del pubblico al privato, nel senso che il primo non deve operare laddove il secondo possa più economicamente operare. Al contrario, si è cercato di metter in evidenza il nuovo e pregnante ruolo che l’ordinamento riconosce all’autonoma iniziativa dei cittadini e delle loro formazioni sociali nell’esercizio di attività di interesse generale, in applicazione del principio di sussidiarietà, e perciò in considerazione del suo significato originale.
Il significato più antico del principio di sussidiarietà parte dal pensiero liberale e della dottrina sociale della Chiesa per proseguire lungo l’evoluzione delle moderne democrazie, e si sostanzia in un generale criterio di riparto dei compiti amministrativi in base al quale l’intervento pubblico istituzionale assume carattere sussidiario rispetto all’iniziativa privata, nel senso che il primo si giustifica in quanto i privati cittadini e le loro associazioni non siano in grado di soddisfare efficacemente interessi ed esigenze di ordine generale. Il nuovo principio di sussidiarietà orizzontale pone al centro dell’ordinamento costituzionale l’“autonoma iniziativa”, divenendo un elemento di riferimento per l’allocazione delle funzioni che dovranno essere assegnate ai livelli territoriali che più possano favorire l’espandersi del ruolo dei cittadini.



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