Il dibattito pubblico può divenire il luogo per costruire una nuova soggettività sociale
Beni e attività culturali

Débat public all’italiana

Castelfalfi (FI) sceglie la democrazia partecipativa

castelfalfiIl piccolo comune toscano si oppone al progetto urbanistico presentato dalla multinazionale tedesca Tui. Attori istituzionali, cittadini, partiti, associazioni ambientaliste, gruppi di interesse e stampa presentano un progetto alternativo adeguato alle specificità del territorio.

Castelfalfi, comune di Montaione, un borgo perso tra le colline che separano le province di Firenze e Pisa. Le vicende storiche del dopoguerra hanno progressivamente spopolato il borgo e la tenuta circostante, acquistati infine nel 27 da Tui, multinazionale tedesca del settore turistico, la quale presenta al comune un progetto di recupero ed edificazione di nuovi edifici a vocazione alberghiera.

Alla prima proposta di Tui, rifiutata dal comune perchè non ritenuta coerente con la propria pianificazione strutturale, segue un piano di fattibilità che viene in questo caso accolto nelle sue linee generali dalla giunta. La quale, anzichè procedere secondo le ordinarie modalità di competenza, sceglie un percorso alternativo.

Il coinvolgimento

La giunta infatti constatava la complessità e la consistenza generali e specifiche del progetto e della sua messa in opera e riteneva fondamentale implementare adeguate modalità di coinvolgimento informativo e partecipativo alla formazione degli atti suddetti, sia della cittadinanza ivi incluse le espressioni sociali, culturali e ambientali in cui essa si esprime -, sia delle Istituzioni Comunali ed Intercomunali, sia delle Istituzioni Provinciale e Regionale e del Ministero dei Beni Culturali௠(Deliberazione della giunta di Montaione del 2 luglio 27).

Il coinvolgimento assunse dunque la forma del debat public, uno strumento di democrazia partecipativa particolarmente diffuso in Francia: si tratta di un’ampia consultazione condotta secondo modalità definite e organizzate.

La partecipazione alla prova dei fatti

Prescindendo dai risultati raggiunti (sostanzialmente l’approvazione condivisa di un progetto ridimensionato e adattato alle specificità del territorio) conta sottolineare la qualità delle dinamiche instauratesi tra attori istituzionali, soggetto privato, cittadini, partiti, associazioni ambientaliste, gruppi di interesse e stampa.

Antonio Floridia, dirigente del settore politiche per la partecipazione presso la Presidenza della giunta regionale della Toscana, ha efficacemente analizzato, in un interessante paper, il caso Castelfalfià¯. L’autore individua tre questioni di particolare rilevanza: dove e chi decide sul governo del territorio? Chi ha veramente diritto a partecipare a tali scelte? Come si può partecipare a queste decisioni e influire su di esse? Queste domande offrono l’occasione di riflettere su alcune tematiche ricorrenti nel dibattito teorico sulla democrazia partecipativa.

In primo luogo la scala territoriale adeguata per assumere decisioni relative al territorio. A questo si aggiunge la problematica relativa all’individuazione di chi definisce l’agenda di discussione: chi cioè ha diritto di selezionare gli argomenti del dibattito e le alternative possibili. Ancora, tema chiave è l’inclusività , al quale si affianca la questione dell’asimmetria informativa tra comuni cittadini e portatori di interessi particolari. Infine, E’ fondamentale prestare attenzione agli schemi cognitivi diffusi o proposti, in grado di condizionare la lettura dei fatti (esemplare a tal proposito è l’atteggiamento della stampa nel caso Castelfalfi).

L’amministrazione comunale di Montaione, di fronte ad una incertezza strategica, consapevole di agire per la tutela di un interesse collettivo, ha aperto dunque le porte ad un particolare processo interattivo di comunicazione, il dibattito pubblico, che può divenire il luogo per costruire una nuova soggettività sociale, in grado di esprimersi autonomamente ed in maniera costruttiva, muovendo verso nuove forme di autogoverno delle comunità locali.



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