L ' evoluzione più rispettosa del principio di sussidiarietà è quella che mantiene l ' autonomia della mediazione al livello politico, in grado di entrare in dialogo istituzionalizzato con le formazioni sociali, per realizzare insieme il bene comune
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Sussidiarietà e ass. dei consumatori

Nel saggio di Filippo Pizzolato, “Le associazioni dei consumatori soggetto della cittadinanza”, pubblicato nella rivista Il diritto dell’economia, 2005, l’autore fornisce un inquadramento giuspubblicistico delle associazioni dei consumatori.

Tale necessità è determinata dall’accendersi, negli ultimi tempi, della spia di un’emergente configurazione pubblica delle associazioni medesime, attraverso la proclamazione, sull’onda dei rincari nei prezzi di alcuni beni e servizi, di scioperi dei consumatori e con l’organizzazione di una lista degli stessi che ha concorso alle elezioni per il parlamento europeo tenutesi nel giugno 24.

Punto di partenza è la divisione tra le dimensioni della scelta di consumo, di natura individuale-privata, e della partecipazione politica, di natura collettiva-pubblica, dimensioni coesistenti in capo ad uno stesso soggetto che tuttavia fino al recente passato occupavano tempi e luoghi diversi.

Mentre nel primo caso il problema politico sembra esaurirsi nella necessità di tutelare e garantire la sicurezza e il diritto alla scelta degli individui; alla sfera collettiva-pubblica afferiscono le questioni circa la necessità di porre in essere un’azione politica di mediazione e composizione delle preferenze individuali in un comune progetto, la cui necessità deriva dall’insufficienza di garanzie offerte dall’interesse individuale per il perseguimento dell’interesse pubblico, comportando, di conseguenza, la necessità di apporre un confine alla libertà individuale e di esigere rinunce in nome di doveri di solidarietà.

L’Autore pone in evidenza come l’associazionismo tra consumatori, inizialmente motivato da un intento di protezione di “categoria”, assuma oggi un ruolo partecipativo volto alla costruzione dell’interesse pubblico, incoraggiato certamente dal profilo orizzontale del principio di sussidiarietà che esige dalle manifestazioni di autonomia e libertà la consapevole responsabilità della costruzione del bene comune, dunque, l’assunzione di una logica non meramente rivendicazionistica ma aperta ad una solidarietà complessiva.

L’Autore, poi, illustra i vari casi di riconoscimento normativo del ruolo associativo dei consumatori esaminando dapprima il consumatore quale soggetto protetto, colto dall’ordinamento come parte debole, da accompagnare nelle sue scelte e sostenere nella sua posizione a seguito dell’evidente squilibrio contrattuale tra le parti.

Qui, l’intervento nazionale e soprattutto comunitario, mirano a rafforzare la decisione di consumo affinché la preferenza individuale resti sovrana malgrado le cristallizzazioni di rapporti di forza.

Si pone dunque l’accento sul diritto ad essere informato, alla tutela degli interessi economici, al risarcimento del danno, rispetto al quale la tutela associativa è di mero ausilio. Sotto questo profilo, le associazioni di consumatori hanno un ruolo di tutela, promovendo un’azione di supporto di interessi individuali che però legittimamente rimangono tali.

Quando invece le associazioni assumono la dignità di soggetto consultato, il loro ruolo si connota di maggiore politicità andando oltre la mera difesa di interessi deboli in quanto, assumendo il peso e la rappresentanza di una categoria, concorrono alla delineazione dell’interesse pubblico.

Ultimo ruolo analizzato è quello del consumatore quale soggetto responsabile che, facendosi carico delle condizioni di contesto ambientale e temporale, accetta limitazioni per il bene comune, verso il quale si rendono responsabili.

L’educazione al consumo, tuttavia, implica un impegno da parte delle istituzioni a informare i consumatori che così, progressivamente educati all’impatto sociale delle proprie scelte, predispongono i propri interessi alla mediazione politica.

Si realizza in tal modo un riavvicinamento tra società come luogo di molteplici interessi, e politica come luogo della mediazione in vista di un progetto complessivo che rafforza la qualità democratica del consorzio civile.

Secondo l’Autore, dunque, l’evoluzione più consona rispetto al principio di sussidiarietà è quella che mantiene l’autonomia e la propensione alla mediazione al livello politico che però, consapevole della propria strutturale non autosufficienza, entra in dialogo istituzionalizzato con le formazioni sociali, per realizzare insieme il bene comune.

Filippo PIZZOLATO, Le associazioni dei consumatori soggetto della cittadinanza, in Il diritto dell’economia, 25. Dello stesso Autore v. anche Diritto dei consumatori e regolazione del consumo, Giuffré, 29.



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