Cura e assistenza, trasporti, manutenzione dei beni pubblici e servizi ai disagiati
Notizie

Anziani: “le energie rinnovabili ” del volontariato

Le attività di Auser e Anteas

Un volontariato spinto da motivazioni genuinamente altruistiche, che ritiene fondamentale la gratuità del servizio e che riconosce l’importanza di inserirsi negli spazi in cui l’amministrazione pubblica è poco presente. Gli anziani in Italia rappresentano il 13 percento dei soggetti attivi negli enti non profit: i mestieri di una vita sono al servizio della comunità.


Non una peso ma una grande risorsa. Sono sempre più numerosi gli over 65 che anno dopo anno vanno ad ingrossare le fila delle organizzazioni del volontariato, mettendo a disposizione le competenze acquisite.

A rilevare questa tendenza sono l’Auser (Associazione per la promozione e lo sviluppo dell’autogestione dei servizi della terza età) e l’Anteas (Associazione nazionale terza età attiva per la solidarietà): la prima è arrivata a quota 4mila volontari mentre la seconda ne conta 11mila.


Dopo i 65? Cittadini più attivi

I volontari over 65 rappresentano “energie rinnovabili che la società rischia di non sfruttare -dicono all’Auser- energie che si concentrano soprattutto in attività di cura e assistenza, in servizi di trasporto e di ‘domiciliarità leggera’, con settantenni che aiutano i coetanei a far la spesa, li accompagnano all’ospedale per cure o controlli. E che oggi sì dedicano anche al volontariato civico a beneficio dell’intera comunità”. Molti sono gli anziani infatti che curano aree verdi, sorvegliano e offrono informazioni nei musei, nelle biblioteche e negli ospedali o ancora gestiscono la distribuzione di cibo avanzato dagli ipermercati.

L’Anteas ha poi attivato 127 ambulatori sanitari sociali che accolgono anche persone in condizioni disagiate e immigrati: nella città di Cesena ad esempio il Comune offre i locali, l’Asl le strutture tecniche e le divise da infermiere, il resto lo mettono i volontari che si dividono tra infermieri e addetti all’accoglienza.


La riscoperta dei "vecchi" mestieri

Ex metalmeccanici e ferrovieri utilizzano le competenze acquisite in maniera del tutto nuova: 4 volontari Auser a Milano si occupano della manutenzione dei macchinari storici del Museo della scienza e della tecnologia, seguendo le attività dei laboratori sperimentali e contribuendo alla conservazione del materiale in deposito. Proprio tramite le conoscenze ed il lavoro di questi cittadini volonterosi una centrale termoelettrica, datata 1895, è tornata a funzionare. Per riuscirci gli ex operai sono andati a ripescare in Brasile una vecchia cinghia di trasmissione ormai introvabile in Italia.

I volontari Anteas di Cesena invece hanno di nuovo indossato il camice per tornare a svolgere il mestiere di una vita, quello di infermiere: sono occupati in ambulatori sociali per offrire ad anziani, immigrati e famiglie in difficoltà la possibilità di sottoporsi a iniezioni, esami della pressione o della glicemia.


Richiesta di riconoscimento


Aumenta l’impegno dei volontari per il bene comune e c’è un cambiamento di interesse dell’anziano in vista di un invecchiamento attivo, rilevano i presidenti Auser e Anteas. Per gli anziani impegnati nelle attività a favore della comunità lo scorso giugno le medesime associazioni hanno richiesto a livello nazionale dei riconoscimenti formali, proponendo che i comuni mettano a disposizione dei volontari sconti e agevolazioni su servizi e attività culturali. E le stesse amministrazioni vengono avvertite: le attività dei due enti non profit non sono sostitutive dell’intervento pubblico perché il loro contributo è innanzitutto una denuncia rispetto a ciò che non viene fatto.



Lascia un commento