We.Gov ovvero come utilizzano la tecnologia singoli politici, cittadini, attivisti
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Personal Democracy Forum

Il primo incontro europeo a Barcellona

Negli ultimi giorni di novembre in Spagna si è tenuto il primo incontro europeo del Personal Democracy Forum, organizzazione che studia ed approfondisce i cambiamenti che la tecnologia, in particolare la rete internet, apporta alla politica. Ne sono scaturiti interessanti studi e linee guida per il futuro.

Web e politica a Barcellona

Lo scorso 2 e 21 novembre si è tenuto nella Torre Agbar di Barcellona il primo appuntamento europeo del Personal Democracy Forum (Pdf), organizzazione che si occupa di tutti gli aspetti che ruotano intorno ai rapporti fra tecnologia e politica, o meglio su come la prima influisce sulla seconda. In realtà questa organizzazione fondata da Andrew Rasiej e Micah Sifry è attiva da sette anni negli Usa, ed è infatti consolidata dall’adesione dei più importanti esponenti della partecipazione sul web.

We.gov

Il Pdf si interessa, parole del fondatore, “a ciò che potremmo chiamare We.gov, non tanto l’uso che fanno della tecnologia i burocrati ma quello che fanno singoli politici, cittadini e attivisti”.

E’ evidente infatti come l’avvento della rete internet abbia cambiato la vita delle persone ed in particolare ha cambiato il rapporto fra le persone e la politica. Non solo riguardo il lato passivo della propaganda, con nuove campagne elettorali pensate per il web, ma anche la maggior informazione, la possibilità di organizzazione, fanno si che il rapporto fra il web e la politica sia in continua evoluzione.

I numerosi interventi

All’incontro catalano hanno partecipato numerosi esperti, bloggers e semplici cittadini interessati, tramite il formato di panel di 4 persone, con interventi di meno di dieci minuti, conditi dagli interventi del pubblico. Fra i vari contributi possiamo citare l’intervento di Tom Steinberg e del fondatore di Meet Up Scott Heiferman dal titolo “Reinventing Goverment”, i panel su “trasparenza e partecipazione”, il modello di mediasfera e di hub management proposto da Vincent Ducrey , lo studio che ci riguarda più da vicino, in cui si parla di una vera e propria eurosfera nell’uso di internet, dal quale emerge che ogni paese, soprattutto l’Italia, usa la rete creando dei confini virtuali, e poco si occupa del resto del mondo; hanno partecipato come ospiti anche diversi italiani come Antonella Napolitano, Diego Bianchi e Alberto Cottica ed Antonio Sofi con una presentazione riguardo all’uso che i politici fanno di facebook (avendo saltato totalmente il blog).

Le novità

Ha partecipato agli incontri anche Paolo Testa per Cittalia che ha segnalato alcuni aspetti di particolare interesse della due giorni.

Per prima cosa sottolinea come, soprattutto negli Usa, siti internet in origine indirizzati a mobilitare una determinata campagna (come per esempio la lotta contro una precisa infrastruttura), si stiano trasformando così da permettere, grazie alla velocità ed all’uso diretto del web, l’auto-organizzazione della vita nella comunità, per esempio creando servizi di babysitter o cura dei quartieri.

Prima i cittadini

Questo comporta un passo indietro dei politici, che non devono più occuparsi di ogni questione, ma devono anzi lasciare alla libertà ed all’intraprendenza dei cittadini la possibilità di svolgersi li dove il potere pubblico non riesce ad arrivare.

Amministrazioni e servizi web

Inoltre le amministrazioni pubbliche dovrebbero, in linea con gli attuali utilizzi della rete, ripensare i propri servizi nel web. La Dichiarazione sui servizi pubblici europei presentata a Barcellona, dice infatti che non basta fornire semplicemente moduli on-line se poi la trafila burocratica da fare rimane la stessa: la scommessa è rendere automatiche tutte quelle azioni che prevedono informazioni già a conoscenza delle amministrazioni, così da creare davvero un utile servizio ai cittadini, rendendo il tutto trasparente, partecipativo e responsabilizzante.



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