Cittadini ripuliscono i portici. Li manda la Costituzione
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Cittadini attivi contro i manifesti abusivi

L ' iniziativa nel quartiere Esquilino di Roma

Sotto i portici di piazza Vittorio un gruppo di cittadini romani ha dichiarato guerra all’inciviltà: armati di raschietto i partecipanti all’iniziativa organizzata da diverse realtà locali hanno ripulito le storiche colonne deturpate dai manifesti abusivi. “Un gesto legittimato dalla Costituzione”, ha loro ricordato Gregorio Arena, presidente di Labsus.


Mura di edifici, fontanelle, pali della luce, cabine elettriche, recinzioni, alberi e marciapiedi: i manifesti abusivi sono ovunque. Rappresentano una vera e propria piaga per le città italiane dato che, una volta affissi, sono destinati a occupare selvaggiamente gli spazi urbani per anni, sino al definitivo deterioramento. Quando invece le amministrazioni locali decidono di attivare interventi di pulizia straordinaria, sono costrette a spendere centinaia di migliaia di euro. I soldi sono dei contribuenti mentre l’inciviltà di chi ha commissionato l’affissione rimane quasi sempre impunita o al limite condonata.

Contro chi insudicia in modo vergognoso ogni tanto però c’è chi si indigna appellandosi alle autorità per colpire gli abusivismi e si dà anche da fare per cercare di restaurare nei limiti del possibile il decoro urbano. E’ il caso di un gruppo di cittadini romani che il 16 gennaio scorso si è dato appuntamento sotto i portici di piazza Vittorio per ripulire le storiche colonne del quartiere Esquilino (vedi video). L’iniziativa è stata organizzata dal circolo locale del Pd, dall’Anpi, dall’associazione Il cielo sopra Esquilino, da “Esquilinotizie”, Integrarte, ed ha ottenuto la successiva adesione anche di Cittadinanzattiva.


La Costituzione li legittima

Un gesto simbolico ma sicuramente ammirevole, che punta in primo luogo a sensibilizzare le amministrazioni locali affinché si facciano rispettare le regole vigenti. Un’iniziativa fra l’altro legittimata dal principio di sussidiarietà orizzontale, inserito dal 21 nella Costituzione italiana, come ha ricordato il professore Gregorio Arena, presidente di Labsus, che ha voluto congratularsi con la rete di cittadini del quartiere Esquilino. Una copertura costituzionale che ci incentiva, hanno replicato gli organizzatori dell’iniziativa ringraziando per le informazioni utili.

L’articolo 118 ultimo comma infatti non solo afferma un principio che le amministrazioni non possono ignorare ma che, come in questo caso, deve fungere da tutela speciale contro i possibili rischi che tali attività possono comportare, per le intimidazioni spesso compiute dagli stessi autori dei soprusi. Tali gesti dunque non solo andrebbero sempre sostenuti ma anche divulgati al maggior numero possibile di cittadini, per garantirne visibilità e replicabilità. Labsus è qui per questo.



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