I cittadini entrano a far parte del processo decisionale in modo concreto, non soltanto attraverso il voto.
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Lazio, la democrazia partecipativa arriva in Regione

Il Consiglio si affida ai cittadini per realizzare nuove opere

Nel triennio 2009-2011, la Giunta regionale del Lazio stanzierà 15 milioni di euro per finanziare opere pubbliche proposte direttamente dai cittadini. Saranno loro, infatti, dopo una serie di incontri promossi dalle amministrazioni locali, a presentare progetti riguardanti la realizzazione di nuove infrastrutture o la manutenzione di quelle già esistenti.

“È il segno di un modo nuovo di decidere le opere: consultando direttamente i cittadini, ascoltando i loro bisogni concreti” sostiene il vicepresidente Esterino Montino, al quale fa eco l’assessore dei lavori pubblici Vincenzo Maruccio: “Con questo provvedimento la giunta regionale finanzia una serie di piccoli interventi segnalati direttamente dai cittadini: un esempio concreto di istituzioni vicine alle esigenze delle persone. Piccole e medie comunità potranno beneficiare così di opere che possono sensibilmente migliorare la qualità della vita”.

Una buona compagnia
Con questa iniziativa la Regione Lazio apre le porte alla democrazia partecipativa e quindi alla collaborazione e al sostegno dei cittadini, coloro i quali vivono quotidianamente il territorio e ne conoscono, forse meglio di chiunque altro, le esigenze.
Il Lazio, però, non è stato il primo a cogliere le potenzialità di questa forma di governo. Il Comune di Arezzo, il Comune di Modena e il Comune di Parma, ma anche la Provincia di Cagliari e la Provincia di Reggio Calabria sono solo alcune delle istituzioni che, già da diversi anni, si sono rivolte ai loro cittadini con lo scopo di inglobarli nei processi decisionali. In particolare, hanno aderito a ciò che è stato definito “bilancio partecipativo”, che permette a chiunque ne fosse interessato di intervenire nelle scelte di ripartizione delle risorse finanziarie.

Il Prin sul federalismo: una ricerca ad hoc
Queste iniziative si inquadrano in un contesto ben più ampio e articolato, il federalismo. Proprio con la volontà di indagare a fondo su questo tema, è stato istituito il Prin (progetto di ricerca di interesse nazionale) dal titolo “Il federalismo come metodo di governo. Le regole della democrazia deliberativa e partecipativa", che coinvolge cinque università italiane (Trento, Milano Bocconi, Ferrara, Perugia, Roma Luiss).
In particolare, la ricerca ha lo scopo di analizzare tutte le forme di sussidiarietà verticale che si manifestano sempre più nel nostro Paese, con lo scopo di “dare delle regole a queste forme di democrazia partecipativa e deliberativa, pur non irrigidendole”, come sostiene il professor Gregorio Arena, presidente di Labsus e coordinatore del progetto.

Il ruolo di Labsus
Labsus rivolge alla ricerca un interesse notevole, data la possibilità di esplorare nei particolari questo tema molto caro al Laboratorio. Attraverso la democrazia partecipativa, infatti, i cittadini non esprimo più soltanto le loro opinioni attraverso il voto, ma entrano a far parte del processo decisionale in modo concreto. Non sono più soltanto protagonisti di una sussidiarietà orizzontale, che permette loro di agire singolarmente o tramite associazioni per il bene comune, ma assumono un ruolo paritario alle istituzioni locali nei processi amministrativi. Ruolo che comporta quindi una maggiore responsabilità ed educazione al senso civico e, di conseguenza, anche al bene comune.
Una tendenza che, se in futuro continuerà ad aumentare, avrà bisogno sia di regole chiare e ben definite, proprio come afferma il professor Arena, sia di una maggiore comunicazione, volta a diffondere informazioni e consapevolezza tra i cittadini.



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