Un'ora di buio per il bene di madre terra
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Scatta “L’ora della Terra”

Dalle 20,30 alle 21,30 si spegneranno le luci nel mondo

Il 27 Marzo avrà luogo per la sua terza edizione “L’ora della Terra”, una iniziativa organizzata dal Wwf per chiedere che tutto il mondo affronti il problema del riscaldamento globale. Monumenti ed edifici famosi nel pianeta si spegneranno per un’ora e, nello stesso momento, centinaia di milioni di persone compiranno lo stesso gesto per ribadire la difesa di un bene comune fondamentale come l’ambiente.

Nell’edizione mondiale 21 insieme alle tantissime iniziative di associazioni, scuole, singoli cittadini e singole case, i paesi che aderiscono all’ora della Terra sono oltre 1, per oltre 1.6 città coinvolte in tutto il mondo. E’ stato così superato il record dello scorso anno. E’ pronto a spegnere le luci anche il cosiddetto gruppo “C4”, formato dalle città che rappresentano il 75 percento delle emissioni globali di Co2, unendosi a milioni di cittadini che seguiranno lo stesso esempio.

A Londra si spegneranno le luci della grande ruota panoramica che campeggia lungo il Tamigi e Hiroshima sarà la prima città giapponese che mostrerà il proprio impegno nella lotta ai cambiamenti climatici spegnendo le luci del Peace Memorial. Anche l’ Italia, dove oltre sessanta comuni hanno aderito all’iniziativa, vedrà alcuni dei monumenti più importanti spegnersi per un’ora: a Roma si spegneranno il Colosseo, la basilica di San Pietro, il Quirinale, palazzo Madama e Montecitorio.

Sarà anche l’occasione per promuovere le azioni concrete da parte dei cittadini attraverso una registrazione on-line per l’adesione sul sito promotore dell’iniziativa.

Una iniziativa simbolica e appariscente, visto che saranno tantissimi i simboli del pianeta che si spegneranno, che vuole metter in risalto dinanzi all’opinione pubblica mondiale il problema della questione ambientale esortando e sollecitando i governi ad un impegno serio e responsabile per risolvere la questione dell’emergenza climatica protrattasi in un nulla di fatto dopo il vertice di Copenhagen.

Una iniziativa che vedrà protagonista soprattutto la società civile, che ormai sempre più si mostra sensibile ai problemi ambientali e si fa sempre più partecipe di pratiche quotidiane tese al rispetto dell’ambiente, a uno sviluppo, una mobilità e a stili di vita sostenibili.

La risoluzione delle questioni ambientali non passa solo attraverso accordi internazionali perchè la vera rivoluzione culturale sta nell’essere responsabili in prima persona, con corretti comportamenti quotidiani per la difesa e la valorizzazione dei beni comuni, come l’ambiente, per uno sviluppo sostenibile.
Bisogna agire per migliorare, in termini qualitativi, la nostra democrazia in cui il cittadino sia un soggetto attivo e partecipe attraverso un coinvolgimento diretto, non soltanto per un solo giorno o per una sola ora, ma sempre.



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