Una mobilitazione di risorse, assistenza e cure per l'affermazione del diritto alla salute
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Ambulatorio medico senza confini

L'attività sanitaria operativa dal 5 maggio a Cosenza

E’ stato attivato dal 5 maggio, nel centro polifunzionale Auser di Cosenza, il primo “Ambulatorio medico senza confini”, una struttura aperta a tutte le persone, ma rivolta principalmente ai migranti e ai senza fissa dimora, quei soggetti a cui a volte restano precluse le normali tutele previste dal Servizio sanitario nazionale. La struttura sanitaria, promossa dal circolo Auser “Diritti, solidarietà, accoglienza” e dai medici del sindacato della Cgil di Cosenza, agisce come un vero e proprio ambulatorio sanitario territoriale di base.

L’"Ambulatorio medico senza confini" è un laboratorio nato dall’esigenza di garantire, secondo quanto la stessa nostra costituzione riconosce all’articolo 32, la tutela della salute come diritto fondamentale dell’individuo. L’ambulatorio sorge e svolge le proprie attività in una zona molto popolare, nella parte più vecchia della città, contrassegnata da un forte degrado sociale e dalla presenza di molteplici gruppi di migranti. Principalmente il servizio, nonostante si precisi che l’ambulatorio è aperto a tutti i cittadini, si rivolge proprio a quei soggetti, come migranti e senza fissa dimora, che nella maggior parte dei casi gravitano in situazioni di marginalità e assenza di tutele sociali.

L’iniziativa, che prevede la durata in fase sperimentale di un’attività sanitaria di un mese, vede la partecipazione diretta di personale medico e sanitario volontario oltre che, in determinate circostanze eccezionali, anche di personale specialistico; prevede inoltre lo svolgimento di attività ambulatoriale e domiciliare sul territorio allo scopo di soddisfare eventuali necessita sanitarie di anziani e non autosufficienti. L’attrezzatura sanitaria, necessaria per l’avvio dell’attività, è stata fornita gratuitamente dai medici volontari. Le attività, partite il 5 di maggio, sono iniziate con la realizzazione di una assistenza di medicina di base e pediatrica che vede impegnati medici e infermieri volontari, con il contributo e la collaborazione di un volontario Auser e di due mediatori culturali messi a disposizione dalle associazioni di migranti presenti in città.

L’intenzione del progetto sarà comunque di aumentare l’orario di funzionamento, il numero degli operatori, con la presenza anche di medici specialisti, e le prestazioni fornite, cercando di promuovere al meglio questa struttura e di coinvolgere il più possibile associazioni e istituzioni, perché, spinto da quel sentimento di solidarietà che caratterizza una comunità, tale progetto si è tradotto in una mobilitazione di risorse, di attività di aiuto, di assistenza e di cure da parte di medici, infermieri, volontari e associazioni per l’affermazione di un diritto innegabile e irrinunciabile, quello del diritto alla salute.
La rilevanza di questa iniziativa è il segno tangibile di cosa accade quando solidarietà e sussidiarietà si incontrano, di come si possa, attraverso la pratica di cittadini volontari e attraverso la partecipazione responsabile delle persone, dare concretezza e sostanza ai diritti di tutti ed eliminare tutte quelle forme di discriminazione ed esclusione sociale che colpiscono quei cittadini che gravitano in condizioni di difficoltà.



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