" MeltingFood è prima di tutto un progetto di inclusione grazie al quale molte donne migranti potranno lavorare nel nostro territorio "
Integrazione

MeltingFood, l’integrazione a tavola

Un progetto culturale arricchisce il Salento

Arriva MeltingFood: progetto di inclusione sociale che permetterà a molte donne migranti, di lavorare nel territorio salentino senza rinunciare alla specificità della loro cultura.

Il Salento da sempre è stato terra di accoglienza e solidarietà . Risultano infatti migliaia gli immigrati inseriti ormai nel tessuto sociale ed economico leccese.

Ma ciò non basta, è pronto infatti un altro progetto in grado di contribuire all’integrazione. Si chiama MeltingFood e coinvolge le etnie di Senegal, Sri Lanka, Marocco Montenegro e Albania.

L’iniziativa è stata resa possibile grazie al bando principi attivi della regione Puglia e coinvolge nel progetto diverse associazioni: Naemi-Forum di donne native e migranti, Culturambiente Onlus, provincia di Lecce, facoltà di scienze sociali, politiche e del territorio, dell’università del Salento.

Antonella Mangia, presidente dell’associazione Naemi spiega: ” un gruppo di donne italiane e migranti che vivono nel Salento ha costituito un’impresa di catering multietnico, mettendo insieme le loro abilità culinarie, il meglio della tradizione gastronomica dei territori di provenienza e il loro impegno sociale ” .

E ancora: ” MeltingFood è prima di tutto un progetto di inclusione, grazie al quale molte donne migranti potranno lavorare nel nostro territorio, e se l’identità di un popolo si realizza innanzitutto a tavola, una cena organizzata da MeltingFood sarà , per chi vorrà parteciparvi, un po’ come fare il giro del mondo alla scoperta di cultura e sapori ” .

Il gruppo offrirà servizio per pranzi, cene, colazioni di lavoro con pietanze tipiche di diverse etnie ad enti pubblici e privati, ristoratori, pub e famiglie.

Una delle particolarità interessanti è l’ attività ” house cooker ” , cioè la cuoca a casa. ” Si occuperà di fare la spesa e cucinare pietanze etniche direttamente a chi ne fa richiesta ” , concludono i promotori.

Il progetto è stato presentato con una festa multietnica nei locali dei Padri Comboniani a Cavallino che ha riscosso una notevole partecipazione popolare e politica.

Come prossimo obiettivo si sta valutando di affiancare all’attività di cucina un servizio di baby-sitting presso l'abitazione delle famiglie che richiedono il servizio, e la possibilità di apprendere danze multietniche.

In pochi mesi tante famiglie hanno sostenuto e usufruito del servizio mostrando un grande interesse per l’attività , l’iniziativa delle donne migranti fino ad oggi è stata premiata ed ha riscosso successo: si spera che l’attività continui a svilupparsi e porti tanta novità e tanta cultura in una territorio che da sempre è volto all’accoglienza.



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