Il ruolo della cittadinanza nella trasformazione delle città
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Idee per rivoluzionare le città

Le metropoli si trasformano: il ruolo dei cittadini

Un algoritmo per sconfiggere il traffico, tetti bianchi per ridurre le emissioni di anidride carbonica, un collegamento stradale in dismissione per realizzare nuove ciclabili e giardini pensili. Le proposte più o meno realizzabili di cittadini, studiosi e istituzioni per raggiungere un obiettivo comune: quello di rendere le città più vivibili ed ecosostenibili.


Non è un caso se i sindaci di Roma e Milano a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro hanno promesso “rivoluzioni urbanistiche” nelle rispettive città. Il dibattito è aperto nelle metropoli di tutto il mondo e procede, almeno a parole, verso un obiettivo comune, fermo restando la pluralità di metodi adottabili. Fra questi l’imposizione di nuove tariffe per indurre la cittadinanza ad adottare comportamenti più sostenibili è una sconfitta per la sussidiarietà o un premio per i cittadini più virtuosi? Una riflessione necessaria di fronte alla proposta innovativa di uno scienziato americano, Charles Komanoff.


Un algoritmo per sconfiggere il traffico

Si chiama Balanced Transportation Analyzer l’enorme foglio Excel da questi realizzato che raccoglie i dati relativi al traffico di New York per permettere di scoprire quale mix di pedaggi e supplementi possa creare i benefici più desiderabili per il maggior numero di persone. Il foglio elettronico prende in considerazione una dozzina di differenti variabili riferite ai comportamenti dei cittadini, associando ad ognuna di queste il relativo costo per la collettività: ne viene fuori una sorta di Simcity, il famoso videogame che dà la possibilità ad ogni giocatore di mettersi nei panni di un sindaco onnipotente.

Il "BTA" traduce in dollari e cents gli effetti più comuni determinati dal traffico, come i ritardi, le collisioni, gli infortuni, l’inquinamento dell’ambiente. Grazie ad un sistema Gps sviluppato da una compagnia di Toronto, Komanoff vuole sottoporre i conducenti a tariffe differenziate, a seconda delle miglia percorse, dei minuti trascorsi in macchina e dei luoghi attraversati, oltre al tipo di vettura prescelto. Meno congestione, aria più pulita, e benefici economici nell’ordine di miliardi di dollari. Le stesse entrate andrebbero di fatto ad incrementare la spesa nel trasporto pubblico, premiando così i cittadini più virtuosi.. Ma l’imposizione di un surplus pecuniario non è allo stesso tempo un segno di sfiducia e di deresponsabilizzazione nei confronti della cittadinanza?


Tetti bianchi contro il surriscaldamento terrestre

Un’altra innovazione urbanistica che si autofinanzia, certamente meno invasiva e che chiede il contributo di ogni cittadino per essere realizzata, è quella proposta da Arthur Rosenfeld, lo scienziato premiato con l’Enrico Fermi Award, nonché fondatore della California Energy Commission. “Tetti bianchi” è il nome della campagna che sta promuovendo nel mondo intero: “Ridipingendo semplicemente di bianco i tetti dei palazzi – spiega Rosenfeld – la luce solare viene riflessa e restituita all’atmosfera. Si riducono i consumi di aria condizionata dal 1 al 2 per cento ed in generale il surriscaldamento terrestre. Da Chicago a Sidney, in 15 anni questo vuol dire eliminare 15 miliardi di tonnellate di CO2, l’equivalente di una riduzione del 4 per cento nel traffico automobilistico”.


Giardini pensili sui resti di strutture in disuso

C’è chi è andato oltre, proponendo la realizzazione di giardini sospesi sui resti di archeologie industriali urbane. E’ accaduto a New York nel 1999, quando due residenti, Joshua David e Robert Hammond, diedero vita ad una associazione non-profit per preservare dalla demolizione l’High Line, una ferrovia sopraelevata in disuso lunga più di due chilometri. Se fino a qualche anno fa quella struttura versava in stato di completo abbandono ora è uno straordinario parco pubblico, del cui mantenimento sono responsabili proprio gli “Amici della High Line”, in collaborazione con il Dipartimento parchi della città di New York. “Attorno al parco – spiegano gli ideatori – coltiviamo una comunità vibrante”.

Ed è di qualche giorno fa il rilancio di un vecchio progetto da parte dell’assessore alla cultura del Comune di Roma Umberto Croppi da realizzare sulla Tangenziale Est di Roma. Un lungo tratto di questa strada, che collega diversi quartieri della Capitale, lambisce le abitazione distanziandosene solamente di alcuni centimetri. L’impatto ambientale è devastante, da qui la decisione di demolirne una parte entro qualche anno. I primi a immaginarla “verde” furono, con i loro disegni, i bambini della scuola elementare “Borsi-Saffi” del quartiere San Lorenzo. Ora Croppi, in occasione della Festa dell’Architettura, ha riproposto l’idea di trasformarla in una lunga passeggiata verde, come già prospettato nei dettagli su una pubblicazione curata dalla facoltà di Architettura della Sapienza (per i dettagli si consiglia di consultare il sito Amicidelmostro.org), che prevede anche la realizzazione di una pista ciclabile che collegherebbe così i punti nevralgici della città. Quest’opera di fatto potrebbe trasformarsi in un grande laboratorio per la cittadinanza, se disposta ad attivarsi.



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