Il modello delle quattro R: riduzione, riutilizzo, riciclo, recupero
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Riciclare e vendere: la rete “onu”

Presentata a Roma la rete degli operatori dell ' usato

I tempi di crisi impongono delle riflessioni su alcune realtà economiche che fino ad oggi sono state poco considerate. Tra queste vi sono sicuramente i mercatini dell’usato, che proprio a causa della crisi economica e delle difficoltà che questa ha causato, sono in rapida crescita negli ultimi anni.

Da questi presupposti è nata l’idea di conciliare tale mercato, finora poco sfruttato, con l’attività di riciclaggio che è, ancora oggi, senza un vero e proprio sbocco commerciale. La gestione del problema dei rifiuti non è semplice, ed è chiaro che le emergenze createsi recentemente non possano avere come unica soluzione lo smaltimento in discarica. E’ necessario, quindi, proporre nuove politiche di gestione dei rifiuti, adatte sia alle esigenze degli insediamenti urbani che dell’ambiente.

Con questo intento, lo scorso 16 giugno, a Roma, presso la sala conferenze della città dell’altra economia, è stata presentata la cosiddetta “rete onu”, ovvero la rete nazionale degli operatori dell’usato che si propone come la prima organizzazione degli operatori dei mercati storici e delle pulci, della strada e delle fiere. La rete è promossa da diverse realtà che da tempo operano in questo settore come le associazioni: bidonville, vivibalon, occhio del riciclone, gli operatori del mercato di porta portese e rete di sostegno ai mercatini rom.

In Italia l’attività di riciclaggio è poco organizzata e mal funzionante. Non a caso il primo anello di questa attività è rappresentato dalle fasce più povere ed emarginate della popolazione: rom, senzatetto, immigrati irregolari, tutta gente che, per necessità o per cultura, fruga nei cassonetti alla ricerca di indumenti o oggetti che possano fargli comodo. L’idea della “rete” è di coinvolgerli in un progetto che potrebbe dar loro una concreta possibilità lavorativa, in una duplice funzione di operatori ecologici e rivenditori di materiale usato.

L’attività iniziale sarebbe la raccolta dei materiali nelle isole ecologiche, da dove, una volta controllati e igienizzati, dovrebbero ripartire per essere rivenduti nei mercatini. Le possibilità di sviluppo sono enormi, basti pensare che il 3-4 percento dei rifiuti che si trovano nelle isole ecologiche è in buone condizioni e potrebbe essere riutilizzato, dando così attuazione al modello delle quattro r: riduzione, riutilizzo, riciclo, recupero.

Nato come slogan ambientalista negli anni settanta, il modello è divenuto il fulcro delle politiche di gestione dei rifiuti, come sancito dal decreto Ronchi del 1997 anche se, almeno in Italia, siamo lontani da una sua concreta realizzazione. La particolarità dell’iniziativa della rete nazionale degli operatori dell’usato è che non si riflette solo sulla tematica ambientale, ma ha anche dei risvolti economici, sociali e culturali di non poco conto. Il mercato è, infatti, molto ampio e non a caso si parla di un giro d’affari di diversi milioni di euro. Per molte persone, inoltre, finora ai margini della società, potrebbe essere un’occasione unica di integrazione nel tessuto sociale, grazie anche alla valenza culturale dei mercatini che da sempre sono luogo di incontro tra culture e civiltà diverse.



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