" Attenzione, rospi in transito "
Ambiente

Sussidiarietà per i rospi

Anche in Italia i primi progetti salva-anfibi

Durante i mesi primaverili gli anfibi vivono la loro stagione riproduttiva, ma molti di loro muoiono sulle strade schiacciati dalle automobili. Questo ha suscitato l'attivazione di numerosi volontari che trasportano gli animali da una parte all'altra della carreggiata in tutta sicurezza.

Ogni anno l'arrivo delle piogge e del clima mite risvegliano il quieto letargo invernale dei rospi, che cercano di raggiungere gli stagni e i canali più vicini per iniziare il loro periodo riproduttivo. Durante questa ” migrazione d'amore ” molti anfibi trovano la morte travolti dalle automobili che percorrono le strade adiacenti agli acquitrini.

Ecco perché un grande numero di cittadini e associazioni ambientali ha deciso di occuparsi delle salvaguardia di questa specie attivando in moltissime località italiane ” Progetti Salva-Rospi ” .

I progetti si sono realizzati con l'aiuto di Comuni e Province i quali, ricorrendo a strategie sperimentate con successo in altri paesi come Olanda e Svizzera, hanno fornito attrezzature e personale per sussidiare i volontari.

Questi, muniti di guanti, pettorine catarifrangenti e torce ogni sera sono sulle tracce dei rospi per impedirne il crudele massacro.
In alcune località si è assistito alla creazione di vere e proprie aree di salvataggio: i volontari posizionavano reti a bordo della carreggiata per impedire agli animali di attraversare la strada, trasportandoli all'interno di secchi negli stagni più vicini in condizioni di sicurezza.

In altri casi sono stati realizzati cartelli stradali che invitano gli automobilisti a prestare attenzione all'attraversamento degli anfibi.

La tutela verso questi esemplari animali nasce soprattutto dalla loro utilità e alleanza con l'uomo: essi si nutrono di insetti e larve salvando le colture agricole; inoltre essi sono i principali nemici delle zanzare. Di conseguenza la strage anfibia avrebbe molte conseguenze negative sull'ecosistema.



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