Il paradigma del soggetto agente mette al centro la salute rispetto alla malattia, la soggettività del malato e il contributo attivo che possono dare i suoi familiari
Saggi

Una sanità aperta al sociale

Patrizia di Santo e Paola Piva nel saggio "Verso una sanità aperta al sociale?", pubblicato in Animazione sociale, 2009, n. 2, esaminano l'apporto del sociale al mondo della sanità, attraverso il passaggio dal paradigma del paziente a quello del soggetto attivo.

L’aumento delle malattie croniche e delle aspettative dei pazienti costituiscono la prima ragione a favore della creazione di una sanità condivisa, che sia in grado di assorbire le energie sociali, attraverso percorsi integrati tra strutture ospedaliere e servizi territoriali.

Le Autrici si soffermano sulla distinzione tra il paradigma del paziente, soggetto passivo alle cure e agli interventi del medico, e il paradigma del soggetto agente, il primo essenziale in situazioni di crisi acuta, il secondo, invece, funzionale alla prevenzione, alla riabilitazione, e ai casi in cui la malattia sia cronica.

Il secondo modello indicato mette al centro la salute rispetto alla malattia, valorizza la soggettività del malato e il contributo attivo che possono dare i familiari. In questi casi la qualità della vita diventa la priorità da prendere in considerazione ed entrano in gioco le risorse della comunità.

Le Autrici analizzano allora le strade percorribili, i rischi da neutralizzare e le risorse, non solo sociali ma anche economiche, che è necessario investire.

DI SANTO P., PIVA P., Verso una sanità aperta al sociale?, in Animazione sociale, 29, 2, 26-4.



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