La vera sussidiarietà è collaborazione, non sostituzione
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Sant’Olcese, un pasticcio all’italiana

Le beghe della politica penalizzano i cittadini

Le istituzioni latitano, la società civile sopperisce. Bastano poche parole per spiegare quanto è avvenuto a Sant’Olcese, un paesino in provincia di Genova, in questi ultimi giorni. Ecco un esempio di sussidiarietà lontana dalla nostra concezione.

I libri per i bambini della scuola elementare di Sant’Olcese saranno gratuiti anche quest’anno. La particolarità è che non sarà il comune a pagarli, come abitualmente avviene, ma imprenditori locali che si sono mossi di fronte ad una situazione a dir poco sconcertante.

Una vicenda imbarazzante

La storia comincia circa un mese fa, come ennesima fase della lotta tra comuni e governo sulle risorse e sui tagli operati in questi anni. Il sindaco, Alfredo Cassisa, in polemica con il ministero dell’istruzione all’indomani dell’approvazione della finanziaria, scrive una lettera ai genitori dei bambini delle elementari asserendo, che per via dei tagli, quest’anno non ci saranno i fondi per i libri. Il ministero della pubblica istruzione a sua volta accusa Cassisa di strumentalizzare la scuola per una battaglia politica. Insomma, il solito pasticcio all’italiana di cui a farne le spese sono i cittadini.

La società civile provvede

Mentre i politici erano intenti a fare da scarica barile, la società civile si è mossa per risolvere il problema. Il primo è stato Alfredo Breschi, titolare della Preti, un’industria dolciaria della zona, poi sono arrivati Parodi e Cabella, due salumifici, ed infine, il consorzio Villa Serra. Insieme, queste aziende, sosterranno una spesa di circa settemila euro, finanziando il comune senza chiedere nulla in cambio. Mossi semplicemente dall’affetto per la propria terra e dall’incapacità della politica di trovare una soluzione per le famiglie dei 22 bambini delle elementari. Una spesa non da poco, considerando che per un bimbo di prima o seconda servono circa 19 euro, cifra che sale fino a 25 euro per chi è in terza e addirittura 4 euro per le quarte e le quinte, per via dei testi di inglese e di religione.

Quale sussidiarietà?

Per quanto un’iniziativa del genere sia da apprezzare, non possiamo fare a meno di sottolineare che essa differisce dal concetto di sussidiarietà che Labsus sostiene. La vera sussidiarietà nasce, infatti, dalla collaborazione tra enti pubblici e società civile, dalla voglia di confrontarsi sulle problematiche territoriali approntando insieme delle soluzioni. L’esempio di Sant’Olcese è, invece, un esempio illuminante della situazione italiana, della paralisi della politica, della sua incapacità di affrontare i problemi senza penalizzare i cittadini. La società civile è intervenuta, ha fatto da tappabuchi alle beghe della politica, ma è chiaro che questa non può essere una soluzione per il futuro.

In fondo, però, questa storia dimostra ancora una volta come le istituzioni da sole non possano farcela, che il bisogno di collaborazione con i cittadini è sempre più forte. Collaborazione, non sostituzione, questo è il vero paradigma della sussidiarietà.



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