Nuove forme di rappresentanza sono possibili, Firenze ne è l'esempio
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I ” cento luoghi ” fiorentini

Cento assemblee per cambiare Firenze

Grande esperimento di democrazia partecipativa nel comune di Firenze: 100 assemblee pubbliche in altrettanti luoghi della città , pubblica amministrazione e cittadini insieme per capire e discutere i problemi del capoluogo toscano.

Oltre 1 mila persone sono state coinvolte lo scorso 28 settembre in un iniziativa dal grande valore politico e civico. Uno sforzo colossale premiato dai cittadini con l’impegno e la partecipazione attiva, ennesima dimostrazione, se mai ce ne fosse bisogno, della volontà della società civile di farsi coinvolgere sempre più nella gestione del territorio.

Le visite ai cantieri aperti

L’iniziativa ha preso il via nel pomeriggio quando per la prima volta sono stati aperti al pubblico i tanti cantieri aperti di Firenze. I cittadini hanno avuto modo finalmente di vedere come procedono i lavori che stanno trasformando la loro città ma che al contempo stanno anche causando numerosi problemi di vivibilità . La curiosità era quindi enorme, lo dimostrano le 5 persone accorse al palazzo di giustizia la cui costruzione da anni procede al rilento e tutte le altre centinaia di cittadini che hanno visitato gli altri luoghi simbolo del cambiamento: il teatro del maggio, la manifattura tabacchi, il meccano tessile e la scuola di Santa Maria a Coverciano.

Le assemblee cittadine

L’evento vero e proprio è cominciato però alle 21, quando hanno preso il via le 1 assemblee cittadine sparse nel territorio. Alcune di queste sono state molto tranquille, altre piuttosto agitate. Come al Multiplex dove i cittadini hanno posto il problema del cinema la cui realizzazione sembra bloccata, interventi ” sopra le righe ” anche al mercato San Lorenzo dove commercianti e residenti hanno discusso attorno al plastico portato dai tecnici comunali per far segnalare ai cittadini i problemi più urgenti. Clima più disteso invece in via del Pratellino dove si è discusso dell’ex edificio delle poste italiane, nella zona Santo Spirito dove si è affrontata la questione della sicurezza e alle Cure, dove al termine dell’assemblea un gruppo di giovani e anziani si è fermato all’uscita per continuare a discutere. E’ possibile, tra l’altro, leggere i verbali di tutti gli incontri sul sito del comune.

La democrazia partecipativa

Non sono mancate le critiche, soprattutto perchè a causa della simultaneità delle assemblee, parecchia gente ha dovuto scegliere a quale incontro partecipare escludendone altri, ma questa è anche una metafora del successo dell’iniziativa. Quello è traspare è un attivismo dei cittadini che forse neanche gli organizzatori si aspettavano, una volontà di partecipazione che finalmente si sta facendo largo nel nostro Paese, come dimostra anche il Manifesto per Milano di cui ci siamo occupati in passato. Lo stesso sindaco Renzi ha commentato: ” A Firenze abbiamo dimostrato che nuove forme di rappresentanza sono possibili e che i cittadini possono essere coinvolti nelle scelte politiche in modo trasparente e dinamico ” .

Coinvolgimento dei cittadini, collaborazione tra istituzioni e società civile, idee che nascono dal basso, i ” cento luoghi ” sono l’espressione perfetta di quel concetto di sussidiarietà orizzontale che Labsus sostiene. La via è stata tracciata, non ci resta che seguirla.



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