Solo se fondato su una seria politica di riduzione, il ciclo dei rifiuti sarà davvero integrato, virtuoso e sostenibile.
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Sostenibilità ambientale e civica

Come smaltire i rifiuti virtuosamente

Una delle disfunzioni più gravi dello sviluppo economico è certamente quella relativa ai rifiuti solidi urbani. Lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani è sempre stato effettuato in discariche spesso sopportate malvolentieri da chi abita nelle vicinanze, ma necessarie in mancanza di un piano alternativo di smaltimento.

Con il Decreto Legislativo 22 del 5 febbraio 1997, (noto come “Decreto Ronchi“), viene introdotta anche in Italia la filosofia delle quattro R (riduzione, riuso, recupero, riciclo) e promossa la responsabilizzazione verso la raccolta differenziata. Negli ultimi anni la politica di promozione del ciclo integrato dei rifiuti ha ottenuto importanti risultati sul fronte della raccolta differenziata, come dimostrano gli oltre mille “comuni ricicloni” del nostro paese.

Secondo i dati riportati da pluraliweb.cesvot.it “In Italia vengono prodotti 32,5 milioni di rifiuti, ogni abitante ne produce 541 chilogrammi all’anno. Sebbene i dati sulla raccolta differenziata siano in costante crescita, la discarica si conferma la forma più diffusa di smaltimento. Il 4% dei rifiuti è costituito da imballaggi (acciaio, alluminio, carta, legno, plastica e vetro), il cui recupero nel 29 ha raggiungo 8 milioni di tonnellate (su oltre 1 milioni di tonnellate immesse al consumo), pari al 73,9%”.

Lo smaltimento dei rifiuti, però, rimane un problema dai costi ambientali altissimi: le quantità di rifiuti prodotte in Italia negli ultimi due decenni sono cresciute esponenzialmente, disattendendo il principio comunitario delle quattro R che parte proprio dalla riduzione della produzione e della pericolosità dei rifiuti. Solo se fondato su una seria politica di riduzione, il ciclo dei rifiuti sarà davvero integrato, virtuoso e sostenibile.

La filosofia delle quattro R

Ridurre i rifiuti può essere il primo passo per accrescere il ciclo di vita di un bene. Attraverso il riciclo, il riuso o il baratto, possiamo ridare utilità ad accessori, utensili, elettrodomestici, materiale vario; ad esempio si possono preferire prodotti con imballaggi costituiti da minor materiale, evitare prodotti in cui le singole porzioni da consumare sono a loro volta contenute in involucri singoli, fare la spesa con borse di juta o cotone portate da casa, preferire le eco ricariche disponibili per alcuni detersivi.

Riutilizzare i prodotti può diminuirne il bisogno: si può adoperare un determinato materiale più volte, preferire i contenitori con vuoto a rendere, scegliere con pile con ricarica o apparecchi alimentari sia a batteria che a rete.

Recuperare significa valorizzare il rifiuto per ricavare materia seconda o energia. I rifiuti non riutilizzabili e non riciclabili possono essere bruciati per produrre energia oppure oggetti completamente diversi da quelli di partenza.

Riciclare il materiale che non serve più ne consente la trasformazione in qualcosa che può essere utile ad altri. Ai consumatori spetta il compito di selezionare i tipi diversi di materiale dei rifiuti, adottando la raccolta differenziata, in modo che possano essere in seguito sottoposti a processi di lavorazione per produrre nuovi materiali.

Stili di vita e consumi responsabili

La Delegazione Cesvot di Prato ha promosso, nelle scuole italiane, laboratori civici, “Rifiuti ad arte: le pratiche sostenibili“. per veicolare un messaggio preciso: attraverso il riciclo ogni cosa può essere trasformata. Bottiglie, tubi, lampadine e scarti hanno la possibilità di essere trasformati tramite la creatività e l’impegno dei cittadini.

La Cesvot sottolinea alcune iniziative volte alla promozione di consumi responsabili: Golem, uno dei principali gruppi di trashware in Italia, è un’associazione di promozione sociale che si propone di ridurre lo spreco di riforme informatiche, attutire l’impatto ambientale, riecuperando computer dismessi da parte di aziende e privati e donandoli ad enti, scuole e associazioni.

La Fiera del baratto di Napoli (27-28 novembre 21), promossa dall’associazione Bidonville, si prefigge come obiettivo quello di diffondere la cultura del recupero, del riutilizzo e del riciclo di oggetti, articoli, cose assolutamente usate.

Zerorelativo.it, community italiana di riferimento nell’ambito dell’educazione ambientale, sostiene l’importanza del baratto che consente di riutilizzare ogni cosa, un notevole risparmio per i cittadini e una maggiore condivisione e affezione verso gli oggetti.

L ‘iniziativa “S.o.s.teniamoci“, fino al 22 novembre, organizza incontri per sensibilizzare i cittadini verso consumi responsabili e stili di vita efficienti.

La partecipazione attiva dei cittadini, promossa dall’articolo 118 della Costituzione, costituisce l’elemento determinante per la riuscita di una salvaguardia ambientale che riguarda tutti, nessuno escluso.



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