"Jumo connette chi si impegna per cambiare il mondo"
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Jumo, un very social network

Chris Hughes lancia la sua nuova creatura sul web

La rete diventa sempre di più sinonimo di partecipazione e inoltre emerge un progressivo interesse dell’opinione pubblica verso social issues che costituiscono snodi fondamentali della società contemporanea. Il problema rimane quello di capitalizzare la buona volontà dei cittadini attivi online. La soluzione? Ci ha pensato Chris Hughes.

Chris Hughes è un vero e proprio enfant prodige tra i nativi digitali, alla tenera età di ventisei anni vanta numerosi successi alle sue spalle comprese due collaborazioni di tutto rispetto. Infatti il ragazzo del North Carolina è stato cofondatore di Facebook insieme all’ormai celebre Mark Zuckerberg, ma soprattutto si è occupato della gestione online della campagna elettorale di Obama, che come sappiamo è stata tra le chiavi di volta della sua elezione.
Proprio il successo di Obama e il suo forte impatto sull’opinione pubblica americana, ha favorito il diffondersi di un ampio dibattito sul ruolo della rete e sull’influenza che il web 2. ha su un determinato settore della società, i cosidetti Millenial Generation, cioè i ragazzi nati tra il 1982 e il 22 che usano abitualmente i social networks anche per raggiungere determinati obiettivi della loro vita quotidiana, come emerge dalle ricerche di Neil Strauss.
Una volta chiarito che il web riesce a mobilitare gli utenti verso temi politici e sociali rimane il problema di capitalizzare la buona volontà degli individui attivi online e ottenere un impegno a lungo termine. Una prima soluzione al riguardo è stata fornita da Change.org un portale che si occupa di facilitare il neworking tra gli individui che vogliono partecipare in prima persona a campagne importanti dal punto di vista sociale.

Come nasce il progetto?

Anche Chris Hughes, proprio per la sua esperienza diretta come responsabile della campagna di comunicazione di Obama, rimane colpito dall’impatto a lungo termine che quei messaggi di speranza e cambiamento avevano avuto sugli elettori. Infatti decide di far tesoro di questa esperienza e sfruttarla per dar vita a un nuovo social network "etico". L’idea è semplice e per questo geniale: si tratta di attirare persone interessate a temi sociali, coinvolgerli tenendoli costantemente informate, facendo in modo che siano spinte a partecipare perchè consapevoli e non solo per via di un flebile entusiasmo iniziale. In questo modo il loro impegno sarà costante nel tempo.
La proposta vincente è quella di coinvolgere i singoli individui, fargli capire che possono fare la loro parte nell’affrontare le grandi sfide mondiali e poi tenerli costantemente informati in modo che possano impegnarsi per raggiungere uno scopo comune perché realmente convinti.
In poche parole anche Chris vuole far leva su quella parte della società civile ormai sempre più ampia che anche Labsus definisce cittadinanza attiva.
Vediamo più da vicino come funziona questo nuovo portale, che per ora è solo in versione beta, ma si prepara a partire tra pochissimo.

Come funziona?

In occasione del Mashable Social Goods Summit, Chris ha presentato Jumo dando molto spazio all’imperativo del nuovo social network: rendere sempre più facile partecipare attivamente e affrontare le sfide globali attraverso una rete di neworking ben strutturata.
Quello che oggi manca infatti è proprio la possibilità di seguire sul campo il lavoro dei soggetti attivi nel sociale, una volta connessi tra loro.
Jumo innanzi tutto si propone di mappare le relazioni tra le organizzazioni no profit e i singoli individui che vogliano partecipare e per farlo in maniera semplice e accattivante la piattaforma sarà divisa in tre settori principali: find-follow-support.

La sezione "find" si occuperà di analizzare le preferenze e gli interessi dell’utente per poi aiutarlo a trovare l’organizzazione che se ne occupa concretamente.
Cliccando su "follow" l’utente ha la possibilità di seguire le organizzazioni a cui si è interessato ricevendo continui resoconti che lo aggiornano riguardo il lavoro che stanno portando avanti.
La sfida è offrire questo stream alle persone seguendole ovunque esse siano, cioè attraverso e-mail, facebook o con sms sul cellulare senza che si debba per forza visitare Jumo tutti i giorni.
Spostandosi su "support" l’utente ormai fidelizzato è messo in condizione di contribuire anche attivamente ed economicamente alla campagna che ha sposato.

La chiave di Jumo è proprio questa: rendere gli utenti consapevoli e sempre informati costruendo una vera e propria connessione tra le persone e le organizzazioni prima di chiamare gli utenti ad agire.
Agire insieme in concerto, ecco cosa vuol dire Jumo in lingua Yoruba, un dialetto dell’Africa Occidentale. Aspettiamo che il nuovo social network faccia la sua comparsa sul web e intanto contribuiamo a far crescere il dibattito sulla partecipazione attiva attraverso la rete.



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