Promuovendo il riuso dei materiali, si sviluppa un processo ambientale virtuoso
Rapporti sociali

La nuova forma delle cose

Come ridare identità e valore agli oggetti scartati.

L ' associazione culturale " La luna al guinzaglio " , nata nel 2002 in una ex casa cantoniera sull ' antica via appia potentina, costituita da cittadini desiderosi di costruire il proprio futuro nel territorio di origine e di contribuire alla sua crescita, si prefigge l ' obiettivo di coltivare processi creativi non convenzionali che stimolino l ' uomo a recuperare o forgiare le sue potenzialità intuitive.

"La luna al guinzaglio" realizza iniziative, corsi, seminari, laboratori, perfomances teatrali, eventi, progetti di ricerca linguistica che favoriscono una maggiore apertura culturale e la creazione di percorsi condivisi, ispirati alla promozione della cultura del dialogo, della solidarietà e dell’integrazione.

Gli istituti scolastici, gli enti pubblici e privati, le istituzioni hanno la possibilità di collaborare con l’associazione, tratteggiando strategie personalizzate, organizzando laboratori di ricerca, sviluppando un processo formativo con docenti esterni per perseguire gli obiettivi fissati.

Tra le attività promosse dall’associazione possiamo sottolineare: ” La voce delle cose ” , una serie di incontri con bambini della scuola elementare allo scopo di rivalutare il ruolo della biblioteca come luogo di incontro con il libro e con gli altri; i laboratori ” Scartarte ” che coinvolgono e spronano i cittadini ad una maggiore sensibilizzazione sull’importante tematica del riciclaggio e dello sviluppo delle capacità creative attraverso la manualità ; il meta-racconto visivo ” La mia vita nel bosco degli spiriti ” che recupera la materia dimenticata o scartata e la carica di un originale valenza narrativa.

Il salone dei rifiutati

Nel 28 "La luna al guinzaglio" ha dato vita ad uno spazio autogestito, il Salone dei Rifiutati, un’officina creativa che sperimenta nuove forme di vite e di utilità sociali per gli oggetti buttati o considerati di scarto. Ispirandosi ad una visione romantica delle cose, considerate specchio del tempo e proiezione di emozioni e stupori, questo centro sperimentale riafferma una cosciente educazione ambientale che possa migliorare la qualità della vita dei cittadini.

Il Salone dei Rifiutati è un luogo in cui lo scambio è alla base dell’agire, dove è possibile riscoprire il piacere di incontrarsi, confrontarsi, apprendere, costruendo relazioni, condividendo idee reali per lo sviluppo del territorio.

Gli obiettivi da raggiungere sono diversi: lavorare sullo scarto valorizzando il riutilizzo dei materiali e la raccolta differenziata dei rifiuti; incoraggiare il riciclaggio creativo e un atteggiamento solidale verso l’ambiente; stimolare una riflessione intorno alla didattica sulle tematiche ambientali; attivare una rete di collaborazioni tra il mondo della scuola, dell’associazionismo, delle imprese e delle istituzioni; coinvolgere le diverse realtà locali, per applicare concretamente il principio di sussidiarietà .

Promuovendo il riuso dei materiali, l’officina innesca un ciclo tra l’azienda, l’associazione, le scuole o il terzo settore: il materiale di scarto, prodotto da un’azienda, viene recuperato dall’associazione che, tramite un meccanismo di tesseramento, lo smista agli istituti scolastici. Si sviluppa, in questo modo, un percorso virtuoso che determina la riduzione della produzione di rifiuti e, allo stesso tempo, la riduzione dei costi di acquisto dei materiali da parte delle scuole.

Realizzando continuamente questa logica di scambio e crescita, si può arrivare ad una migliore ottimizzazione delle risorse umane e logistiche.



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