L'esperienza trevigiana promuove un nuovo modello di raccolta differenziata che fa leva sui cittadini
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Sapersi differenziare

Per una gestione intelligente dei rifiuti

Negli ultimi anni, in Italia, il problema dei rifiuti ha assunto sfumature molto drammatiche. Per questo motivo, la loro valorizzazione attraverso il metodo della raccolta differenziata è divenuta una prassi ormai necessaria. Un ' esperienza positiva in tal senso è quella che vede protagonista il Consorzio TV Tre, che ha promosso un nuovo modello di raccolta dei rifiuti capace di conferire al cittadino un ruolo centrale per la buona riuscita del progetto.

Il Consorzio TV Tre, comprendente venticinque comuni della Provincia di Treviso e che si occupa principalmente della gestione dei rifiuti urbani all’interno dei medesimi territori, ha lanciato da pochi anni un sistema di raccolta dei rifiuti basato sul metodo del porta a porta e su una tariffa a commisurazione puntuale. E finora, i risultati raggiunti sono stati eccellenti (1).
Il vero successo di questa iniziativa è da attribuire ai suoi abitanti, che per l’occasione hanno mostrato un grande senso civico e che con la loro preziosa collaborazione hanno permesso che questo esperimento potesse arrivare lìdove si sperava. Ma facciamo un passo indietro. Elemento innovativo dell’iniziativa trevigiana risiede nel nuovo modo di intendere la figura del cittadino, visto non più solamente come mero destinatario di politiche ma come parte attiva e determinante per una loro piena attuazione. Il cittadino è infatti coinvolto in ogni fase del progetto: in un primo momento, attraverso opere di sensibilizzazione; in seguito, nell’atto concreto della selezione dei rifiuti all’interno della propria abitazione (e non solo); infine, nel momento del controllo sulla corretta pratica della raccolta differenziata.

Educare a differenziare

Con riferimento al primo punto, bisogna mettere in risalto varie iniziative portate avanti dal Consorzio TV Tre all’interno delle scuole del proprio territorio, finalizzate all’educazione di giovani e bambini sul tema dei rifiuti e sull’importanza di saperli differenziare. Non solo parole ma anche fatti concreti: la scuola diviene il luogo primario in cui le nuove generazioni imparano a comprendere l’importanza di questa piccola azione, in sé fortemente rivoluzionaria. Attraverso il progetto ” Impariamo a rifiutare ” , infatti, negli stessi edifici scolastici è stata avviata la pratica della raccolta differenziata.
Interessante, poi, quanto fatto dalla Contarina Spa, società partecipata ed interamente pubblica a cui è stata affidata la raccolta dei rifiuti urbani nei territori del Consorzio, che ha aperto i propri impianti al pubblico con lo scopo di mostrare ai visitatori interessati cosa avviene ” dietro le quinte ” : un’esperienza utile per capire come fare una raccolta differenziata migliore al fine di correggere alcuni comportamenti sbagliati.

Il valore dei piccoli gesti

Ma è all’interno delle proprie case, sul posto di lavoro, negli edifici pubblici, nelle strade del proprio quartiere o della propria città che si gioca la buona o la cattiva riuscita del progetto. E’ qui che un cittadino responsabile ha il dovere di mettere in atto tutta quella serie di azioni che confluiscono nel concetto più ampio di sussidiarietà quotidiana. Dedicare un po’ del proprio tempo per acquisire le informazioni necessarie e utili per differenziare al massimo e in modo corretto; adoperarsi quotidianamente per ridurre la quantità di rifiuti prodotta; incitare gli altri componenti del nucleo familiare a rivedere alcuni comportamenti poco corretti: ecco alcuni gesti esemplari di un cittadino con la ‘c’ maiuscola. Differenziare è importante: per la tutela dell’ambiente, per migliorare la vivibilità urbana, per risolvere il problema dei rifiuti conferendogli valore. E può diventare persino conveniente: ad esempio, nei comuni del Consorzio il costo della bolletta viene calcolato sulla base della quantità di rifiuti prodotti, che premia chi differenzia al massimo e chi cerca di diminuire la produzione dei rifiuti. E se le alte motivazioni morali e il sistema di incentivi appena descritto non dovessero funzionare, per il cattivo cittadino non rimane altro che la sanzione. E stando ad alcuni dati forniti dal Consorzio TV Tre, vanno intensificandosi segnalazioni e controlli da parte di cittadini virtuosi nei confronti di chi abbandona i sacchetti di immondizia, che nella maggior parte dei casi contengono soprattutto materiali riciclabili. Una dimostrazione di maturità capace di influire positivamente sulla cattiva condotta di chi oppone un’insensata resistenza al cambiamento.

Conclusione

Senza dubbio, l’esperienza trevigiana non è l’unica degna di nota in Italia. Molti altri comuni hanno percorso con successo questa strada, ottenendo risultati incoraggianti. Al sud spicca l’esempio del Comune di Salerno, tra i primi capoluoghi d’Italia per raccolta differenziata, anche se il divario tra le regioni settentrionali e meridionali in tale ambito rimane ancora ampio, naturalmente a favore dei primi.
Sono molti anche i casi di fallimento di simili esperimenti nella nostra Penisola: a tal proposito gran parte della responsabilità è da attribuire alle cattive pratiche dei cittadini, proprio a dimostrazione del fatto che senza la collaborazione della popolazione ogni politica di questo genere è destinata inesorabilmente a fallire.

Per maggiori informazioni, vedi allegato.

(1) Stando alle stime del 29, la percentuale di raccolta differenziata del Consorzio TV Tre si attestava attorno al 78 percento, mentre la produzione di secco non riciclabile risultava diminuita in un anno di ben 1mila tonnellate.



ALLEGATI (1):

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