La valutazione civica concretizza il principio di sussidiarietà orizzontale dando voce ai cittadini
Diritto

La valutazione civica dei servizi pubblici

L'audit civico concretizza il principio di sussidarietà

La Legge n. 244 del dicembre 2007 meglio nota nel linguaggio comune come la Legge Finanziaria 2008, ha introdotto con la valutazione civica o audit civico, una disciplina innovativa del controllo dei servizi pubblici locali, la cui prima sperimentazione si è conclusa durante la scorsa estate. La valutazione civica dei servizi pubblici, piena concretizzazione del principio di sussidiarietà orizzontale, racchiude tutta una serie di politiche e di temi importanti: accesso e qualità dei servizi di pubblica utilità, qualità della spesa pubblica, efficacia ed efficienza della pubblica amministrazione.

La valutazione civica dei servizi pubblici, così come si delinea nell’articolo 2 comma 461 della Legge Finanziaria 28, può essere definita come un processo di analisi critica e sistematica dell’azione delle amministrazioni pubbliche che coinvolge direttamente i cittadini e le associazioni nelle varie fasi di gestione dei servizi, mediante l’utilizzo di metodologie dichiarate e controllabili, per l’emissione di giudizi motivati su realtà rilevanti per la tutela dei diritti e per la piena efficienza dei servizi stessi.

Sono i cittadini stessi, organizzati e dotati di adeguati strumenti e tecniche di valutazione, a produrre informazioni rilevanti su ambiti di analisi ritenuti significativi, quali servizi resi da soggetti pubblici o privati per esempio la sanità, i trasporti, la scuola, le telecomunicazioni o le politiche pubbliche attuate in determinati settori come welfare, ambiente, giustizia a livello nazionale o locale.

Il contenuto dell’articolo 2 comma 461 della Legge 244/27

L’articolo di legge qui analizzato stabilisce che “al fine di tutelare i diritti dei consumatori e degli utenti dei servizi pubblici locali e di garantire la qualità, l’universalità e l’economicità delle relative prestazioni, in sede di stipula dei contratti di servizio gli enti locali sono tenuti a applicare le seguenti disposizioni”:

• l’emanazione di una Carta della qualità dei servizi, da redigere e pubblicizzare in conformità ad intese con Associazioni dei consumatori e delle imprese, contenente gli standard di qualità e quantità, le modalità accesso informazioni e reclamo e procedure conciliative e giudiziarie e di ristoro parziale o totale;
• consultare obbligatoriamente le associazioni dei consumatori;
• verificare periodicamente, con la partecipazione associazioni dei consumatori ed utenti, adeguatezza parametri qualitativi e quantitativi del servizio, ma ogni cittadino può presentare osservazioni e proposte,
• monitorare permanentemente il rispetto dei parametri fissati nel contratto di servizio ed istituire una sessione annuale di verifica del funzionamento dei servizi, tra ente locale, gestori dei servizi ed associazioni dei consumatori

Attraverso l’applicazione di queste disposizioni si rende possibile il coinvolgimento di associazioni e singoli cittadini permettendo di dare voce a chi i servizi li utilizza e li paga sia attraverso le tariffe, sia attraverso il prelievo fiscale. I cittadini diventano il partner naturale delle istituzioni locali nella valutazione e nel controllo dei servizi offerti alla comunità, rivoluzionando lo stesso rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione.

Scopi e finalità della valutazione civica dei servizi pubblici

L’attività di valutazione civica consente serve prima di tutto a monitorare e verificare il rispetto di determinati standard quanti-qualitativi previsti da impegni contrattuali o Carte dei Servizi nella prestazione di servizi pubblici o privati, il grado di rispondenza di determinate politiche o servizi alle attese e ai bisogni dei cittadini o, più semplicemente, l’effettiva attuazione di determinati adempimenti o obblighi normativi, talvolta largamente disattesi.

Attraverso la valutazione civica i cittadini non si limitano all’espressione di opinioni soggettive, ma sono in grado di formulare giudizi fondati sulla base di dati e informazioni raccolti e elaborati secondo metodi predefiniti e, per quanto possibile, scientificamente validi e rigorosi, al pari di altre forme di valutazione e di ricerca sociale.

Nella valutazione civica si adotta il punto di vista dell’esperienza concreta del cittadino che in modo autonomo o organizzato in associazioni e network intende esercitare un ruolo attivo nella società per il miglioramento delle istituzioni e del policy making.

I cittadini diventano cosi promotori del processo di valutazione, attuano l’indagine e raccolgono i dati e sono interessati a cambiare la realtà analizzata in base a quanto valutato. Vi è nella disposizione della legge finanziaria del 28 un rafforzamento della figura del cittadino attivo aumentandone l’influenza sulle politiche pubbliche.

La prima sperimentazione della valutazione civica

Lo scorso luglio, con un workshop a Roma dal titolo “Valutazione civica e qualità urbana: un’analisi partecipata della sperimentazione”, si è concluso il primo progetto progetto sperimentale dedicato alla valutazione civica della qualità urbana che, a partire da ottobre 29, ha coinvolto 14 città di Campania, Calabria, Puglia e Sicilia.

Il progetto di sperimentazione della valutazione civica è stato promosso dal Dipartimento della Funzione Pubblica e il Formez, in collaborazione con Cittadinanzattiva e Fondaca e si è caratterizzato in un percorso sperimentale per la creazione di una metodologia di valutazione civica che permetterà anche in futuro di definire delle linee guida generali.
La finalità principale di questo progetto, assolutamente innovativo anche a livello europeo, è stata quella di verificare la possibilità di adottare il metodo della valutazione civica come fondamentale supporto di programmazione e di gestione strategica della pubblica amministrazione, basato sull’adeguata rappresentazione del punto di vista del cittadino mediante il suo coinvolgimento nella valutazione della qualità dei servizi.
Il percorso di sperimentazione si è focalizzato sul tema della "qualità urbana" – intesa come qualità degli ambienti in cui i cittadini si muovono, vivono, socializzano, lavorano.

Attraverso un insieme combinato di presentazioni, testimonianze dei partecipanti e metodologie partecipate e bottom-up, sono state affrontate le seguenti questioni: cosa è successo sul territorio negli ultimi mesi? Quali sono i risultati ottenuti attraverso le rilevazioni? Quali criticità e punti di forza ha messo in luce la sperimentazione? Come si può procedere per il miglioramento dei servizi valutati? I risultati ottenuti e un bilancio del progetto sono consultabili attraverso gli atti del convegno, pubblicati sul sito del Dipartimento della Funzione Pubblica.

In allegato è possibile prendere in esame il testo completo dell’articolo 2 comma 461 della legge finanziaria del 28 e un esempio di protocollo tra pubbliche amministrazioni e associazioni di consumatori in applicazione della citata disposizione di legge.



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