L'idea di un bando-concorso per promuovere le migliori idee dei cittadini per la città di Trento
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Proposta di sussidiarietà a Trento

Un bando per promuovere le migliori idee per la città

In data 20 dicembre 2010, il Consiglio comunale di Trento ha approvato un ordine del giorno in cui si fa espressa richiesta al sindaco e alla Giunta comunale trentina di valutare la possibilità di proporre un progetto sperimentale nelle forme di un bando-concorso dal nome “Tutti per la città e la città per tutti”. L’obiettivo è quello di promuovere le migliori idee per la città di Trento, dando spazio alla creatività dei cittadini e favorendo una loro partecipazione diretta al governo dei beni comuni, in piena applicazione del principio di sussidiarietà orizzontale.

A ridosso della fine dell’anno 21, ecco una bella notizia che ci rende speranzosi per l’anno a venire, in merito alla definitiva affermazione sull’intero territorio nazionale del principio di sussidiarietà orizzontale come punto di riferimento essenziale nell’elaborazione delle politiche pubbliche: protagonista è il Consiglio comunale di Trento, che pochi giorni fa ha presentato un ordine del giorno indirizzato al Sindaco e alla Giunta comunale in cui si fa esplicita richiesta di indire un bando–concorso con il fine di convogliare tutte le risorse di cui i cittadini sono portatori per l’elaborazione e la presentazione di progetti da attivare nella città trentina.

Punti di riferimento

Come si legge espressamente nel documento che porta la firma dei consiglieri Marco Franceschini e Anna Pedrotti, le premesse alla base di questa iniziativa sono da ricercare principalmente nell’art. 118 quarto comma della Costituzione, in cui si afferma esplicitamente che “Stato, Regioni, Province, città metropolitane e Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli o associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale sulla base del principio di sussidiarietà”, nonché in alcuni passi dello Statuto comunale di Trento(1) e nel piano sociale della città di Trento 21-24 che presenta tra i vari obiettivi programmatici la necessità di interagire con i soggetti del territorio e di realizzare con essi una politica di rispetto e di dialogo.

A sostegno della richiesta in questione, nell’ordine del giorno vengono menzionati anche alcuni esempi positivi di applicazione concreta del principio di sussidiarietà orizzontale in alcune realtà del territorio italiano, realizzati attraverso la modalità dei bandi-concorso: si citano espressamente il progetto del Comune di Roma “Idee in comune – cose che possiamo fare insieme” e quello del comune di Reggio Emilia “I reggiani, per esempio”. Ma gli esempi riportati sono anche altri, quali il concorso “La tua idea per il paese” promosso dall’associazione ItaliaCamp e il progetto sperimentale portato avanti dal Comune di Venezia dal titolo “Le famiglie protagoniste”, di cui Labsus ha già parlato tra le pagine del suo sito.

Le altre richieste

Scendendo maggiormente nei dettagli, si può scorgere tra le varie richieste anche l’opportunità di organizzare “momenti di riflessione-informazione pubblica, sia a carattere seminariale che di supporto pratico personalizzato sulle finalità del progetto, sui temi della sussidiarietà e della partecipazione, e sulle modalità di costruzione di un progetto e di presentazione di un progetto relativo al bando in oggetto”, nonché quella di valutare i progetti nelle varie fasi (ex-ante, in itinere ed ex-post) e stabilire le modalità di finanziamento della proposta nel suo complesso.

Da eccezione a regola

L’elemento innovativo di questo documento risiede principalmente nella volontà espressamente dichiarata di utilizzare al massimo le risorse proprie e originali di cui sono portatori i cittadini e che, come si rimarca nell’ordine del giorno stesso, “nemmeno la più efficiente amministrazione sarebbe in grado di riprodurre al suo interno”. Ma allo stesso tempo, quest’atto si prefigge l’obiettivo di medio-lungo periodo di fare in modo che la sussidiarietà orizzontale possa tradursi in un “modello innovativo di gestione e di organizzazione della vita pubblica di cui c’è estremo bisogno nella società odierna”, trasformandosi così da eccezione a regola.

(1) Nel Preambolo si afferma che "Trento […] si propone come una città aperta, dove tutti i cittadini […] possano rinnovare ogni giorno il legame comunitario come protagonisti responsabili del loro futuro". All’art.2, tra le finalità, il Comune "riconosce altresì i diversi soggetti sociali che compongono la comunità quali risorse primarie per il suo armonico sviluppo".



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