Scopo del progetto è quello di stimolare un dibattito a livello globale sui temi connessi alla democrazia
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Why democracy?

Il documentario sociale come mezzo di riflessione sulla democrazia

Nel 2004, all ' International Film festival di Amsterdam, è stato ufficialmente lanciato il progetto " why democracy? " , che ha avuto il merito di inaugurare un modo tutto nuovo di riflessione e discussione, a livello globale, sulle varie tematiche connesse alla democrazia. Il metodo utilizzato è quello del documentario sociale: nel corso dell ' evento sono state selezionate le dieci migliori proposte, che avrebbero cosìrappresentato l ' asse portante dell ' intero progetto. Alcune emittenti televisive a livello mondiale, e il mondo di internet specialmente, hanno costituito il principale mezzo di diffusione di tale iniziativa.

Nell’ottobre del 27, più di quaranta emittenti televisive a livello mondiale hanno mandato in onda una serie di dieci documentari, prodotti dalla Steps International e realizzati da registi indipendenti provenienti da varie parti del mondo, cui scopo principale era quello di stimolare un dibattito a livello globale su temi connessi al concetto di democrazia. Quest’iniziativa andava ad inserirsi all’interno di un progetto più ampio dal nome ” why democracy? ” , che comprendeva all’interno della sua offerta documentaristica anche diciassette cortometraggi, realizzati con il medesimo obiettivo, ossia quello di rappresentare una valida base di partenza per poter riflettere su pregi, difetti e punti oscuri che nel complesso caratterizzano la democrazia: una ” parola ” cosìdiffusa ma non ancora pienamente esplorata.

Il sito internet

Se inizialmente il veicolo principale di questo evento è stato rappresentato, come già accennato, dalle varie emittenti televisive mondiali che hanno sposato il progetto, prevedendo in alcuni casi non solo la proiezione dei documentari ma anche l’allestimento di momenti di approfondimento e dibattito, successivamente il mezzo di diffusione predominante di tale iniziativa è divenuto il web, tanto che, stando ad alcuni dati, il sito ad essa dedicato (www.whydemocracy.net) ha raggiunto ben presto 2milioni di visite nella sola prima settimana di apertura, per arrivare a coinvolgere un totale di circa 3milioni di persone.

International e-debate

Visitando il website, non si ha solamente l’opportunità di poter guardare i trailer dei lungometraggi e i cortometraggi di cui abbiamo già parlato, con la possibilità di poter ordinare direttamente dal sito i cofanetti in dvd che contengono l’intero materiale, ma è anche possibile accedere al forum online, dove gente proveniente da varie parti del mondo condivide e discute le sue idee di democrazia. In particolare, gli spunti di riflessione sono forniti dagli stessi documentari: partendo da dieci domande(1) sviluppate tenendo conto dei temi ivi trattati, ogni visitatore del sito ha la possibilità di dire la sua opinione sulle questioni poste nonché conoscere quella degli altri, prendendo cosìparte ad un grande esercizio di democrazia (è il caso di dirlo), che ha il merito di far acquisire maggiore consapevolezza sull’argomento a chi partecipa attivamente a questo ” international e-debate ” .

Italia: assente!

Parlando del nostro paese, emergono subito due note dolenti. Più precisamente, non solo l’Italia non annovera suoi rappresentanti nella fase creativa del progetto, ma ha anche adottato un atteggiamento del tutto disinteressato nei confronti di questa iniziativa. Prova ne è la messa in onda, da parte della Rai, di due soli documentari sui dieci totali, per di più in orari non proprio accessibili a tutte le utenze e senza una qualche sponsorizzazione dell’evento. Un handicap non da poco, se si considera che il prendere parte a momenti di riflessione collettiva spesso costituisce il primo grande passo verso l’acquisizione di una nuova consapevolezza, basata sulla considerazione che, in fondo, il vero sale della democrazia odierna consiste proprio nella partecipazione attiva dei cittadini alla vita pubblica, che possa trattarsi di un semplice dibattito o della formulazione di politiche condivise. Il tutto, come facilmente deducibile, viaggia sulle stesse frequenze del principio della sussidiarietà orizzontale.

(1) Le dieci domande in questione sono: ‘Chi voteresti come presidente del mondo? Il terrorismo può distruggere la democrazia? Chi comanda il mondo? Perché andare a votare? Le donne sono più democratiche degli uomini? Dio è democratico? La democrazia va sempre bene per tutti? Cosa ti spingerebbe a dare il via ad una rivoluzione? Le dittature hanno mai portato a qualcosa di buono? La democrazia può risolvere il problema dei cambi climatici?’



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