Obblighi, incentivi e disincentivi regolano le case sostenibili.
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In Toscana premiate case a impatto zero

15 comuni dell ' empolese/Val d ' Elsa varano un regolamento unitario

Nello sforzo di diffondere la costruzione di case “a impatto zero”, ben integrate, poco inquinate e inquinanti, in cui vivere bene, quindici comuni toscani varano un sistema unitario per la valutazione dei nuovi interventi.

Una formazione di quindici comuni toscani prima in classifica nel rapporto On-Re 21 di Legambiente-Cresme su risparmio energetico e sostenibilità ambientale. L’ottimo risultato è stato conseguito dai piccoli e medi comuni dell’Empolese-Val d’Elsa, attuando una regolamentazione unitaria delle regole edilizie, ossia varando ognuno il proprio regolamento edilizio, ma allineandolo a regole unitarie, obbligatorie e di indirizzo.

Questo regolamento che sembra ripercorrere senza però sposarlo il protocollo Itaca (sistema di valutazione della qualità ambientale per gli edifici residenziali a cura dell’Associazione Federale delle Regioni Italiane, costruito su "consumo delle risorse" e "carichi ambientali"), prevede oltre agli obblighi di costruzione, una serie di incentivi (che possono essere targhe di oro, argento, bronzo o prestiti comunali per alzare il valore delle costruzioni) e disincentivi (incremento fino al 7% degli oneri di urbanizzazione).

La valutazione avviene attraverso ben 48 schede tecniche che attribuiscono diverso punteggio ad ogni costruzione, lottizzazione, manutenzione, restauro e attraverso la somma delle quali si decide il valore dell’intervento. I campi valutati vanno dall’analisi del sito e del contesto, all’orientamento degli edifici (anche internamente), dalla protezione dall’inquinamento, all’isolamento termico, al verde.

Tali valutazioni su dati climatici e ambientali, con particolare attenzione per inquinamento acustico, fonti rinnovabili, permeabilità dei suoli, sono un ottimo esempio di come l’amministrazione pubblica coordinando la propria attività può rendere più gradevole la vita dei cittadini. Una maggiore sensibilizzazione, specialmente da parte della cittadinanza attiva riguardo questi temi, può garantire una convivenza più salubre e serena.



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