Welfare sussidiario, lo Stato c'è ma non si vede
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La sussidiarietà d’oltre manica

Il Premier inglese valuta la Big Society Tax

Dopo aver vinto le elezioni, promettendo di delegare poteri e responsabilità dal centro alla periferia e quindi dalle amministrazioni pubbliche a quelle locali e periferiche, il Primo Ministro del Regno Unito, David Cameron ha messo in piedi un modo per rivedere i confini tra pubblico e privato, tutto questo attraverso la creazione della " Big Society " .

Se torniamo indietro nel tempo, vediamo che, già nel Medioevo le strutture a carattere sociale, come scuole, ospedali e università , nacquero grazie all’azione comune di uomini spinti da veri ideali. Anche Tocqueville al suo tempo aveva individuato con L’esprit d’association la limitazione dello stato nel sociale.

Dunque Cameron non propone niente di nuovo, però, allo stesso tempo questa proposta potrebbe essere la soluzione ai vari problemi finanziari che si troveranno ad affrontare le migliaia di organizzazioni no-profit inglesi.Infatti oltre ai tagli che lo stesso Cameron, in tandem con i Liberal-Democratici, ha attuato nei confronti delle associazioni di volontariato, dovranno quest’ultime, supplire nei prossimi mesi alla funzione di quegli organismi pubblici che son stati vittime dei tagli.

E’ qui che entra in campo, Stephen Bubb, portavoce di ” Ceo di Acevo ” l’organizzazione che raggruppa più di duemila associazioni che lavorano nel campo del sociale, il quale ha proposto al Cancelliere dello scacchiere George Osborne la rivoluzionaria idea di ” donare ” le gratifiche dei bankers della city alle già citate associazioni.Secondo Bubb, quest’anno, i bonus che i banchieri vedranno staccarsi nei loro confronti ammonteranno a circa 7 miliardi di sterline. Dunque il suo concetto sarebbe la creazione di un nuovo dazio che andrebbe a finire nelle casse della Big Society Bank, creata dal governo appositamente per raccogliere i fondi per le attività sociali.Non c’è attualmente idea migliore di questa che potrebbe dare atto alla Big Society tanto sbandierata dal governo d’oltre manica, e Cameron, nonostante le sue promesse ai bankers londinesi di non appesantire i loro ” sacrifici ” finanziari sa che questa è un idea da prendere in considerazione.

L’Italia naturalmente sta a guardare e aspetta che lo politica, o meglio i politici, facciano un passo indietro per portare avanti questa logica partecipativa e di distacco del pubblico dal privato.Senza però, non dimenticare, che bisogna domandarsi se anche gli attori sociali sarebbero pronti a fare la loro parte.



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