La green economy è un'opportunità , uno strumento per uscire dall'odierna crisi economica, una speranza per il futuro
Cultura

Nel labirinto della green economy

Un wikibook per fare chiarezza sul tema

Nel corso della fiera Ecomondo 2010, è stato allestito un piccolo set, ideato nell'ambito del progetto "Vetrina della sostenibilità della Regione Emilia Romagna", con lo scopo di raccogliere le opinioni dei partecipanti sul tema della green economy. Il risultato delle interviste è confluito in un'opera corale, che mette insieme i diversi punti di vista di quarantasei autori improvvisati in merito ai possibili significati di una espressione (quale quella di green economy, appunto) di non facile decifratura.

Un dato emerge su tutti scorrendo le pagine del wikilibro: oggigiorno si parla tanto di green economy (o di "economia verde", se si preferisce ricorrere ad una traduzione forzata in lingua italiana di tale espressione) ma manca ancora una sua definizione condivisa, capace di chiarire una volta per tutte il significato di questo strano abbinamento di parole. Per questo motivo, la prima domanda a cui gli intervistati hanno cercato di dare una risposta è stata volta a ricercare alcuni punti di contatto tra le differenti opinioni espresse sul tema.Su un punto, gli "autori improvvisati" hanno concordato: la green economy è un’opportunità, uno strumento per uscire dall’odierna crisi economica, una speranza per il futuro.

Al contrario, non esiste un totale accordo sulla reale "ampiezza" di tale espressione: se nessuno degli intervistati condivide l’idea di una green economy da intendersi solo come una nuova etichetta per indicare un particolare comparto produttivo, per il resto emergono posizioni diversificate sul grado di profondità da associare a tale termine, per arrivare ad una posizione limite di chi intende la green economy come un processo sociale, in cui l’interazione virtuosa tra imprese, cittadini-consumatori consapevoli e istituzioni crea e ricrea un nuovo spazio. In totale, i curatori del libro hanno potuto scorgere l’esistenza di ben quattro modelli differenti, tutti accuratamente esposti in quelle che sono le loro principali caratteristiche. Ma c’è di più: in base a quello che è il modello di riferimento dei singoli in relazione alla loro idea su tale tema, varia parallelamente il loro modo di intendere il ruolo del territorio all’interno di tale contesto.

Il terzo e il quarto capitolo del wikilibro si concentrano rispettivamente sulla relazione esistente tra green economy ed innovazione (con riferimento tanto a quella tecnologica, di processo e di prodotto, quanto a quella che fa leva sull’organizzazione, sui modelli di consumo e su comportamenti e scelte degli attori), nonchè sul ruolo delle istituzioni che, secondo l’opinione di molti degli intervistati, hanno il dovere di sobbarcarsi sia il compito di educare il cittadino alla sostenibilità e al consumo sostenibile, quanto quello di predisporre una serie di politiche (ai vari livelli) capace di tracciare la strada dello sviluppo ambientale ed economico del territorio di riferimento.

L’ultimo tema affrontato parte dal consapevole riconoscimento di una stretta connessione tra democrazia, partecipazione ed economia verde. Sembra essere diffusa l’idea, comune ai singoli intervistati, secondo cui al cittadino che consuma in maniera responsabile è riconosciuto, a tutti gli effetti, un ampio potere di scelta capace di influenzare le politiche di un territorio e di un’amministrazione. Per citare una frase riportata nel wikilibro, "il cambiamento deve necessariamente avvenire attraverso una rottura dal basso, attraverso nuove forme di democrazia". In più, un tema così delicato e portatore di conflitti, come quello che fa riferimento a temi legati alla sostenibilità ambientale, può rappresentare un alto momento di dialogo e di vita democratica capace di ridare nuova linfa ad una democrazia in forte affanno.

Per leggere il wikilibro scarica l’allegato oppure clicca qui.



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