Lavori di pubblica utilità al posto di detenzione e ammende. Il nuovo codice della strada
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Netturbino per condanna

Prima applicazione della nuova normativa sulla sicurezza stradale

Il giudice Giuseppe Mariano del tribunale di Ciriè (Torino) condanna un giovane, sorpreso ubriaco alla guida, a svolgere mansioni di netturbino nel Comune di Giaverno. Si tratta della prima applicazione della nuova normativa sul codice della strada.

Il fatto risale a circa un anno fa quando un giovane, di ritorno da un concerto, è stato sorpreso alla guida in stato di ebbrezza. La condanna emessa nel dicembre scorso prevede 2 ore di lavoro di pubblica utilità oltreché la confisca della vettura. Una pena che si traduce in ventinove giorni di lavoro “forzato” al posto della detenzione (tre mesi di carcere) e di un’ammenda di circa 2.4 euro, con l’estinzione del reato a conclusione di tale periodo (e previa valutazione positiva dello stesso).

Sergio Bersano e Alessia Bart, gli avvocati difensori del giovane automobilista, definiscono la condanna come la prima applicazione concreta delle modifiche apportate al codice della strada con la legge 21 del 29 luglio 21 (1). Infatti, sarebbe possibile sostituire le pene detentive e le sanzioni con l’impegno in lavori di pubblica utilità, una “rivoluzione” già in atto in molti altri paesi europei e che permetterebbe di superare concezioni ottocentesche legate alla strada. Chiaramente si tratta di una legittima sostituzione di condanna nei casi in cui non vi siano conseguenze per terzi e dunque non ci siano vittime, precisa Bersano.
“La speranza – commenta laconico l’avvocato – è che la soluzione trovata per questa situazione non rimanga unica, isolata, un’eccezione".

Da una visione prettamente punitiva del codice si è passati ad una concezione "riabilitativa", per un verso. Modifiche che vanno senz’altro nella direzione della rieducazione comportamentale dell’automobilista. Molto dipenderà anche, nell’applicazione di questa nuova normativa, dalla sensibilità del giudice che potrà decidere di optare o meno per questo tipo di pena "sociale".

(1) Sulle pagine di Labsus avevamo già dato spazio alla nuova normativa sul codice della strada in relazione al terzo settore. Nel dattaglio si è parlato della possibilità riconosciuta alle organizzazioni no profit all’articolo 5, comma 4 (legge 21/21) di poter apporre sui propri automezzi scritte pubblicitarie purché non luminose. Un modo particolare di garantire entrate economiche alternative che non ha mancato di suscitare critiche e polemiche sul piano giuridico e fiscale.



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