Poche le residenze, poche le borse, pochi gli studenti stranieri
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Studenti stranieri, Italia fanalino di coda

Un misero 3% contro il 10% della media Ocse

La fondazione Migrantes ha pubblicato il risultato della ricerca sul numero di studenti stranieri nelle università italiane, il dato è molto sconcertante e ben più basso del previsto. L ' irrisoria cifra, si aggira infatti, intorno al 3% , e, a detta della fondazione, la causa sarebbe la scarsa politica di accoglienza del nostro sistema accademico.

Analizzando da vicino la ricerca in questione , vediamo che gli studenti stranieri più numerosi per nazionalità sono gli albanesi, seguiti dai cinesi, greci e rumeni. Insomma vedendola così, a prima vista, sembra di capire che gli studenti stranieri presenti nelle università del bel paese, non vengono intenzionalmente per studiare, ma probabilmente sono figli di immigrati venuti qui per cercare un dignitoso lavoro, e che quindi per forza di cose qui si istruiscono. L’unica ” isola felice ” che arriva ad un misero 5% , è La Sapienza di Roma, che essendo il polo universitario più grande d’Europa probabilmente attira maggiormente gli studenti.

Non ci sarebbe tanto da scandalizzarsi se si pensasse veramente ad analizzare il sistema italiano, atenei dove ancora si lotta contro corruzione, assunzioni parentali e baronati vari. Ministri della Pubblica Istruzione che a turno, ogni cambio di governo, cercano di riformare l’università italica mettendo subito mano alle finanze, e quindi tagliando drasticamente i contributi che servono per dare servizi essenziali come alloggi, mense e borse di studio, senza i quali molti studenti non sarebbero in grado di potersi permettere il mantenimento agli studi.

Allo stesso tempo però il MIUR, Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca con la collaborazione di CIMEA e CINECA si è impegnato per quegli studenti che avrebbero la timida intenzione di avventurarsi nel sistema Italia, creando un sito ad Hoc chiamato ” studiare-in-italia ” . La cosa buffa del sito, dove spuntano subito i programmi Marco Polo e Turandot, è che, anche se viene promosso con tanto entusiasmo l’incremento degli studenti cinesi in Italia, questi ultimi incontreranno non poche difficoltà quando dovranno cercare delle informazioni , in quanto l’unica lingua a mancare è proprio la loro.

In compenso se lo studente avrà voglia di una cena tipica italiana, non avrà bisogno di cercare un buon ristorante su Gambero Rosso, ci pensa il sito del ministero a fornire dettagliate informazioni a riguardo.

Dunque che dire, Welcome to Italy e Buon Appetito.



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