Capitali privati per il welfare pubblico: la sfida dell'assessore Saccardi
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Capitale privato per il welfare pubblico a Firenze

Un modo per mantenere invariati gli standard di tutela sociale

L'assessore alle politiche sociali di Firenze, Stefania Saccardi, ha avviato una serie di incontri con le categorie economiche della città, per reperire fondi sufficienti al mantenimento degli standard di tutela sociale. A causa dei pesanti tagli in finanziaria, il Comune non potrebbe garantire ai cittadini i medesimi servizi dell'anno scorso, senza alzare le tasse o aggiungerne di nuove. Il tentativo è invece quello di coinvolgere sponsor e capitali privati nel finanziamento del welfare pubblico.

Palazzo Vecchio cerca di coinvolgere i privati nel finanziamento della spesa pubblica. I pesanti tagli in finanziaria hanno messo in pericolo il sistema di tutele sociali del comune fiorentino, tanto che l’assessore alle politiche sociali Stefania Saccardi ha indetto una serie di incontri con le categorie economiche affinché finanzino una ventina di servizi sociali che gravano sul bilancio comunale.

Già nel 21 il sindaco Matteo Renzi e la giunta hanno dovuto alzare le tasse per ottenere quel pareggio di bilancio che mancava da mezzo secolo a Firenze, ma con i pesanti tagli imposti da Tremonti ai Comuni per il 211 (1,5 miliardi di euro in meno) e per il 212 (almeno 2,5 miliardi in meno), il sistema di welfare pubblico è a rischio collasso.

La spesa di Palazzo Vecchio

Il bilancio comunale annuale ammonta infatti a 5 milioni di euro, dove ben 28 di soli stipendi per il personale e altri 6 milioni per mutui accesi negli anni passati. A fronte delle spese, la finanziaria prevede per Palazzo Vecchio 2 milioni di trasferimenti in meno, 7 milioni di oneri per la urbanizzazione non utilizzabili per la spesa corrente, e altri tagli indiretti. Il Comune rischia di avere le mani legate, mentre è ancora lunga la lista di cittadini in attesa di aiuti economici: 9 persone aspettano i contributi per le badanti, 25 per le Residenze sociali assistite, altre 4 per le persone non autosufficienti a carico.

In questo contesto, si inserisce la proposta dell’assessore Saccardi. Definisce la sua decisione “ardita”, e sa benissimo che come tutti gli esperimenti, potrebbe avere risultati deludenti o disastrosi, ma è fiduciosa. D’altronde non ci sono molte alternative, e se non dovesse arrivar il contributo di scopo –tassa sui pernottamenti dei uristi, calcolata in un guadagno di 17 milioni- promessa dal presidente del Consiglio al primo cittadino di Firenze nell’ormai famoso pranzo di Arcore, Palazzo Vecchio rischierebbe la bancarotta.

Quali interventi?

L’assessore alle politiche sociali ha quindi avviato il 1 Gennaio scorso la concertazione con i settori economici della città, da Confindustria a Confartigianato e Cna, da Confcommercio a Confesercenti, fino alle rappresentanze degli agricoltori. L’obiettivo è quello di finanziare alcuni servizi, poco onerosi singolarmente, ma che il Comune non sarebbe in grado di sostenere a causa dei recenti tagli: corsi di nuoto per bambini disabili (34mila euro), pasti serali ai senzatetto (4mila euro), macchinari per la riabilitazione degli anziani (45mila euro ciascuno), corsi di teatro e pittura per bambini disabili (15mila euro), ma anche occhiali e apparecchi ortodontici per gli anziani.

Il tentativo è di garantire gli stessi standard di tutela sociale e welfare pubblico, in un periodo in cui il Comune dovrebbe rinunciarvi, grazie agli sponsor e ai capitali privati. La risposta delle categorie economiche è stata finora tiepida, ma l’assessore Saccardi crede molto nel progetto, tanto da puntare ad un “solidarity day” durante il quale premiare con il “fiorino solidale” chi contribuirà alle necessità sociali del Comune.

I precedenti italiani

Altre città italiane hanno già sperimentato il coinvolgimento dei privati nella spesa pubblica: a Napoli per finanziare nuove pensiline degli autobus in cambio di spazi pubblicitari; a Palermo i nuovi compattatori della raccolta differenziata portano il logo delle aziende che li hanno acquistati; a Milano , dopo il doppio fallimento per la ripavimentazione della Galleria Vittorio Emanuele, i privati hanno sovvenzionato il Comune per gli spazi verdi e la cura delle aiuole; anche la nuova provincia BAT, Barletta Andria Trani, dopo il respingimento del ricorso della Cgil al Tar pugliese, può dare il via a banchi e arredi scolastici sponsorizzati da privati in 26 strutture.

Ma Firenze è la prima città a servirsi di questo strumento per coprire i servizi sociali, sperando che la risposta delle aziende sia positiva. Commenta così l’assessore Stefania Saccardi: «Capisco che ricorrere agli sponsor privati può sembrare poco elegante per una pubblica amministrazione. Ma in fondo la stessa necessità di risorse finanziarie, che pure è drammatica, non rende tutto il senso di questa iniziativa: l’obiettivo è quello di costruire una città più solidale».



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