Il consumatore diventa direttamente responsabile del riciclo dei prodotti acquistati
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I Raee si smaltiscono con il contributo dei consumatori

Dlgs 151/05 e D.M 65/2010, due decreti per la tutela dell'ambiente

Entrato in vigore il 12 novembre 2007, con il Dlgs 151/05, l’eco-contributo sullo smaltimento dei Raee (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche e Elettroniche), è ancora poco chiaro ad un gran numero di cittadini.

Il contributo è inserito direttamente nel costo del prodotto che il consumatore acquista, ed è funzionale ai costi di copertura per lo smaltimento dei rifiuti in questione. E cioè, ai costi di recupero dai centri di raccolta (ecopiazzole), sino al trasporto negli appositi centri di stoccaggio e trattamento. Dunque, le finalità sono solamente ambientali, considerando che, sia i produttori che i negozianti, non traggono da questo costo aggiuntivo, nessun vantaggio economico. Il contributo in questione viene prima versato ai produttori dai punti vendita, i quali, una volta venduto l’articolo, ricevono dal consumatore, in egual misura, quanto versato. Saranno quindi i punti vendita, in base al sistema collettivo a cui hanno aderito, a versare loro l’eco-contributo in questione.

Tutto questo non è da confondere con il D.M 65/21 comunemente chiamato “uno contro uno” che, come l’eco-contributo, disciplina le regole sullo smaltimento dei rifiuti elettrici, però in maniera del tutto differente. Infatti, in maniera totalmente gratuita, i proprietari dei punti vendita sono obbligati a ritirare direttamente dal domicilio dei clienti, qualora questi ne facessero domanda, i vecchi elettrodomestici al momento dell’acquisto di uno nuovo. Recita infatti il testo del decreto “i distributori al momento della fornitura di una nuova apparecchiatura elettrica o elettronica destinata ad un nucleo domestico assicurano il ritiro gratuito dell’apparecchiatura che viene sostituita”.



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