Dai progetti degli studenti si impara la sicurezza nelle scuole.
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Il premio “Vito Scafidi” giunge alla V edizione

Cittadinanzattiva promuove il concorso sulla sicurezza

Si terrà a Roma, il 6 aprile prossimo, dalle 9:30 alle 13:30 presso la “Sala delle colonne” di Palazzo Marini – Camera dei Deputati – in via Poli 19, la cerimonia per l’assegnazione del premio “Vito Scafidi”, per le buone pratiche di educazione alla sicurezza e alla salute nelle scuole, giunto alla quinta edizione e rivolto agli istituti scolastici di ogni ordine e grado.

Promosso da Cittadinanzattiva, il premio, intitolato al 17enne Vito Scafidi, che nel 28 perse tragicamente la vita, sotto il crollo del controsoffitto della sua aula scolastica (Istituto Darwin di Rivoli, Torino), punta a diffondere nelle giovani generazioni la cultura della sicurezza nei luoghi di apprendimento, premiando quegli istituti che già si stanno impegnando per raggiungere questo obiettivo.

Numerosi son stati i progetti presentati nelle edizioni precedenti del premio, per un totale, negli anni, di 9 progetti circa. Nell’ultima edizione, gli istituti che si sono aggiudicati il premio, di 15 euro, provenivano dalla Puglia, e dal Piemonte. Per poter partecipare a questa edizione bisogna inviare la propria domanda entro il 15 marzo 211, compilando l’apposito format dal sito di cittadinanzattiva. Potranno partecipare coloro che hanno realizzato nell’anno 29/21 o 21/211 dei progetti che riguardano tre aree tematiche:

  • La sicurezza a scuola: intesa come sicurezza strutturale ed educazione ai comportamenti corretti da tenere in caso di emergenza ( calamità naturali, incendi, etc)
  • L’educazione al benessere: intesa come educazione ad una alimentazione corretta, ad attività motorie e sportive adeguate e all’assunzione di stili di vita sani.
  • La sicurezza a scuola e dintorni: intesa come sicurezza e qualità dell’ambiente; sicurezza degli alunni dentro e fuori la scuola; prevenzione del bullismo e del vandalismo; prevenzione dell’uso di alcol e sostanze stupefacenti; utilizzo improprio delle nuove tecnologie.

Oltre a queste aree tematiche i ragazzi dovranno lavorare in gruppo al progetto, e non singolarmente, meglio se coadiuvati dai docenti, e da altri soggetti esterni alla scuola, come genitori o enti privati. Dovrà inoltre, essere possibile poter individuare dai progetti: l’impatto, i cambiamenti prodotti, l’innovatività, la sostenibilità ed infine la riproducibilità dello stesso in altre scuole.



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