Le idee camminano con le gambe degli uomini
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Quando l’impresa diventa solidale

La sensibilità sociale delle aziende passa per i dipendenti

Il volontariato d’impresa può rappresentare una ricchezza per tutti, sia per i lavoratori che hanno la soddisfazione di sentirsi utili per la società civile, sia per l’impresa, che fa squadra con i collaboratori e con la comunità di riferimento. È questa secondo Mario Molteni (docente di Economia Aziendale presso la Cattolica di Milano), l’analisi che porterebbe gli uomini a essere tali, e dunque mirati al voler bene, anche se questo sembra contro ogni logica di impresa.

Naturalmente, sono svariati i modi in cui le aziende possono essere socialmente presenti nel mondo del welfare. In linea di massima, la loro partecipazione è di tipo passivo, cioè limitandosi a fare delle semplici donazioni finanziarie verso il no-profit o le Ong. Allo stesso tempo, non sono da sottovalutare quelle imprese che invece hanno deciso di attivarsi in prima persona, e non solo con le risorse economiche, ma anche con quelle “umane”. Ne sono esempio la L’Oreal, che per combattere il disagio giovanile ha istituito dei corsi di coiffure riservati ai ragazzi a rischio dispersione scolastica, riuscendo a fine corso, ad inserire nel mercato del lavoro circa il 9% dei partecipanti. Tante altre sono le aziende che hanno messo a disposizione direttamente i loro dipendenti, in settori come l’alimentare, la telefonia, il bancario e l’energetico,  tra queste: la Kraft, la Vodafone, l’Abb Italia, Edison e Il gruppo Terna. Quest’ultimo ha contribuito alla creazione di una linea di alta tensione in Bolivia, grazie all’idea di un dipendente, Gianpiero Fantini, il quale, già prima che Terna desse lui la disponibilità di uomini e mezzi per l’intervento in Sudamerica, si recava a Kami durante le sue ferie, per aiutare un padre salesiano già presente nella zona, a fornire gli abitanti di energia elettrica per uno sviluppo sostenibile dei villaggi. Le prime missioni svolte da Fantini, si mostrarono subito produttive per gettare le basi della produzione energetica. A questo punto entra in gioco la Terna, che contagiata dall’entusiasmo del suo dipendente decide di partecipare all’impresa, sostenendola finanziariamente e con una decina di tecnici inviati sul posto, e dopo tre anni di lavoro si è pronti al collaudo delle linee.

 

Sodalitas (Fondazione per la responsabilità sociale ed il no-profit di Assolombarda), tramite la voce di Massimo Ceriotti, responsabile marketing, fa sapere che non è l’unico caso in Italia e in Europa di aziende che si occupano del sociale. Infatti, le candidature che sono pervenute al Business in the Community, che organizza il premio europeo sul volontariato d’impresa, non sono poche, e sono tutte eccellenti. “Questo – sottolinea Ceriotti – attesta che l’attenzione e la sensibilità delle imprese nel coinvolgimento delle risorse umane non ha risentito della crisi economica in atto”.



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