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La punizione a scuola diventa partecipata

Innovativa punizione in un liceo palermitano

Tre giorni di lavoro con la mansione di consegna delle circolari e la collaborazione con il personale della biblioteca per la sistemazione dei libri. Sarà questa la punizione che un alunno del liceo Vittorio Emanuele di Palermo, in base alla decisone del consiglio di classe, dovrà espiare per avere copiato la versione di greco.

“Il messaggio che deve arrivare – a detta del preside della scuola – è che le regole esistono e vanno rispettate, soprattutto nella scuola pubblica, dove ogni giorno i professori si impegnano nella formazione dei cittadini di domani”.

Questo metodo “educativo” considerato innovativo, era però in qualche modo già presente nel pensiero di John Dewey (filosofo americano), che fra la fine dell’8 e l’inizio del 9 sviluppò la teoria secondo cui : l’educazione è ricostruzione e riorganizzazione continua dell’esperienza, con essa la società tesa nel suo sforzo al miglioramento delle condizioni di vita collettiva, cerca di sollecitare nei giovani la ricerca di soluzioni migliori ai problemi comuni. Il processo educativo secondo il filosofo si costituisce tra la partecipazione dell’individuo e della società, l’educazione deve perciò suscitare capacità di comprensione e critica alla condizione esistente, in modo da indurre il singolo a lavorare per il miglioramento di se e della società. Quella stessa società che fondata sui valori di solidarietà e partecipazione, dovrebbe essere più evidente all’interno della scuola, che attraverso il suo corpo docente dovrebbe traghettare le nuove generazioni verso l’esperienza, mediante l’esercizio di una mente aperta e di una coscienza partecipativa.

Insomma, questa scuola sembra sia sulla giusta strada riguardo il buon esempio da dare alle nuove generazioni, cercando di “insegnare” che si può punire in modo costruttivo e partecipato. Anche se su un campo totalmente diverso, labsus si è già occupato dell’argomento nell’articolo Servizi sociali per chi guida in stato di ebbrezza, chiaramente è tutta un’altra storia, ma sta a dimostrare che il nostro paese sta iniziando a muoversi verso una legislazione partecipata e consapevole, e che la nostra associazione è parte attiva nel portare avanti ogni tipo di attività indirizzata verso un modello sociale partecipato e democratico.



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