La nuova economia europea sarà un ' economia intelligente, sostenibile e inclusiva basata sulla solidarietà
Diritto

L ‘ economia sociale europea

La solidarietà sarà il motore dell ' economia europea

Nel 2012 si celebrerà il ventesimo anniversario della nascita del mercato unico europeo che è stato il vero motore della crescita dell’Europa senza più barriere. Le sfide della globalizzazione e la strategia lanciata dalle istituzioni europee con Europa 2020 propongono nuovi e interessanti obiettivi che l’Unione Europea è pronta a cogliere, ponendo al centro i motori dell’economia ovvero le imprese, ma anche gli stessi cittadini europei che devono sentirsi al centro del mercato unico e percepirlo come uno strumento affidabile al servizio della crescita e dello sviluppo.

Per questi motivi nello scorso dicembre la Commissione Europea ha redatto una comunicazione diretta al Parlamento europeo e alle altre istituzioni europee, contenente ben cinquanta proposte per rilanciare il mercato interno al fine di renderlo nuovamente un motore di crescita al servizio di un’economia sociale di mercato.

In sessant’anni di storia il mercato unico europeo ha offerto vantaggi a imprese e cittadini, creando una solidarietà di fatto con una grande capacità di rinnovarsi e arricchirsi nel corso del tempo.

Proprio la solidarietà costituirà il motore dell’economia europea verso una nuova ambizione di un mercato unico europeo basato su un’economia sociale di mercato altamente competitiva.

Un’economia intelligente ed inclusiva al servizio del cittadino

La nuova economia europea sarà un’economia intelligente, sostenibile e inclusiva, che rafforzerà le sinergie tra le varie iniziative in campo. Per realizzare ciò l’Unione Europea dovrà puntare su un impegno collettivo e di un’appropriazione degli obiettivi e dei mezzi da parte di tutti i protagonisti europei, nazionali o regionali, pubblici e privati, economici e sociali.

Per fare questo si dovrà favorire l’acceso al credito per imprese e famiglie, garantire comunicazioni più veloci attraverso la diffusione della banda larga e all’utilizzo capillare della rete internet. I servizi pubblici dovranno essere inseriti in un quadro regolamentare che garantisca la loro intrinseca funzione sociale soddisfacendo le esigenze di tutti i cittadini.

L’Unione e i suoi Stati membri devono provvedere affinché i servizi collettivi, compresi i servizi sociali, che corrispondono alle esigenze degli europei, siano più facili da utilizzare al livello appropriato, rispondano a regole chiare di finanziamento, garantiscano la massima qualità e siano effettivamente accessibili a tutti.

I cittadini europei dovranno essere messi nelle condizioni di valutare l’evoluzione della qualità dei servizi che vengono loro offerti, soprattutto nel contesto delle riforme di liberalizzazione delle grandi industrie di rete (servizi di trasporti, servizi postali, energia), per cui si dovrà tenere conto dell’accesso universale e del giusto rapporto qualità prezzo.

La solidarietà motore del mercato unico

Mario Monti, a cui Barroso ha affidato il compito di rilanciare il mercato unico, ha messo in evidenza come un limite del mercato unico europeo si stata quello di andare spesso a discapito dei diritti sociali, a favore dei protagonismi economici.

Il trattato di Lisbona ha invece rilanciato con forza l’affermazione del concetto di economia sociale di mercato altamente competitiva tra tutti gli operatori sociali con un’armonizzazione delle azioni collettive.

Si dovrà rilanciare il dialogo tra i partner sociali valorizzando le libertà a vantaggio dei più forti, ma anche e soprattutto dei più deboli, perché tutti debbono poter beneficiare delle grandi opportunità offerte dal mercato unico, dai giovani agli anziani, dai normodotati ai disabili.

Nuova spinta sarà data all’imprenditoria sociale con un enorme potenziale innovativo nell’economia senza necessariamente abbandonare la logica del profitto. L’impegno dei singoli o di gruppi di persone permette di creare soluzioni alternative ai problemi sociali ed economici determinati spesso dall’esclusione nei confronti di diritti che dovrebbero essere inalienabili: il diritto alla salute, il diritto alla casa, al lavoro.

L’innovazione dell’economia sociale favorisce la crescita economica e ha un impatto positivo per tutte le parti in causa (imprenditori, lavoratori dipendenti, consumatori, investitori e altri partner finanziari) e permetterebbe lo sviluppo anche di nuovi fondi di investimento per promuovere gli investimenti sui progetti a forte innovazione sociale, economica e tecnologica presso le imprese finanziarie e i consumatori di prodotti finanziari e migliorarne la liquidità e l’attuazione di strumenti di comunicazione ad hoc.

In allegato è possibile scaricare la relazione della Commissione europea sulle prospettive di sviluppo del mercato unico europeo.



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