Il concetto di sussidiarietà orizzontale continua a maturare grazie al costante lavoro di Labsus
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“L’Adige” cita “Il valore aggiunto”

Gregorio Arena e Giuseppe Cotturri ancora al centro del dibattito

“Una cittadinanza attiva, responsabile, solidale, protagonista della vita pubblica e partecipe convinta delle sorti della collettività e quindi del bene comune. Per questo devono essere i cittadini il motore della rinascita su cui l’Italia può sperare”.

È solo un breve pezzo questo, tratto dall’editoriale di Giovanetti, direttore dell’Adige (quotidiano indipendente del Trentino Alto Adige) dove, nel prendere atto della straordinaria partecipazione degli italiani alla giornata in memoria dei 15 anni dell’Unità d’Italia, afferma e in un certo senso esalta l’importanza del principio costituzionale della sussidiarietà.

Nel discorso del direttore, nella sua integrità (condivisibile o meno), due sono stati i riferimenti importanti. Il primo è, senza alcun dubbio, il richiamo al discorso del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che, con il suo fervore patriottico, è riuscito a rappresentare il pensiero di molti cittadini italiani. Nelle parole del Presidente, si leggono i principi di un paese unito e plurale, con un destino comune, unito anche dalle numerose differenze. Egli ricorda inoltre che la composizione del paese è formata da una molteplicità di ricchezze e di autonomie, municipalità ed espressioni sociali e civili: tutti che camminano insieme pensando al futuro.

Sempre parlando del principio di sussidiarietà, Giovanetti cita il libro “Il valore aggiunto. Come la sussidiarietà può salvare l’Italia” di Gregorio Arena e Giuseppe Cotturri, rispettivamente presidente e membro del Comitato scientifico di Labsus. Il direttore descrive molto bene il concetto della sussidiarietà orizzontale, chiarendo che quest’ultima non deve essere intesa soltanto come valore aggiunto alla vita dello Stato, ma soprattutto come punto cardine della nazione, su cui i costituenti hanno impostato il patto di cittadinanza. Ciò richiede un ripensamento dell’intera struttura statale, declinata alla luce della sussidiarietà e della partecipazione civica.

"Riconoscere che viene prima la società dello Stato, la persona rispetto al potere, costituisce – usando ancora le parole di Giovanetti – l’anticorpo più efficace a qualsiasi pretesa totalizzante dell’autorità suprema". E quindi, attuando il principio di sussidiarietà, lo Stato dovrà non già farsi sostituire o tacere di fronte all’associazionismo, alla forza dei territori, alle autonomie locali e alla chiesa, bensì sostenerli e agevolarli in quanto soggetti primi della vita sociale e civile del nostro paese.



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